Mosella, Germania
La Mosella scende dalle Vosgi francesi attraverso il Lussemburgo e poi serpeggia per oltre 200 chilometri attraverso il Massiccio Renano prima di confluire nel Reno a Coblenza. I vigneti seguono le anse del fiume arrampicandosi su versanti che a tratti raggiungono inclinazioni di 60-70 gradi — tra le più ripide d'Europa viticola — dove la roccia affiora quasi nuda e ogni metro di suolo è stato strappato alla pietra con secoli di lavoro. Le vigne scendono fino al livello del fiume a meno di 100 metri e salgono fino a 350 metri di quota, con i versanti esposti a sud e sud-est che catturano il massimo dell'irraggiamento a questa latitudine settentrionale.
Il fiume stesso è il secondo elemento del microclima: la sua superficie riflette la luce solare sui vigneti e accumula calore che rilascia nelle notti autunnali, ritardando le gelate e allungando la maturazione del Riesling. Le città principali — Trier, Bernkastel-Kues, Cochem — si dispongono lungo le anse del fiume, e i vigneti più rinomati portano nomi che identificano la posizione precisa: Wehlen, Brauneberg, Piesport, Ürzigen.
Geologia, suoli, clima
Il substrato della Mosella è quasi interamente scisto paleozoico — ardesia formata circa 400-450 milioni di anni fa durante la fase caledonica. La varietà degli scisti crea però profili diversi: l'ardesia blu — Blauschiefer — affiora sulle anse centrali intorno a Wehlen e Bernkastel, si frantuma in lastre sottili e si riscalda rapidamente sotto il sole di primavera; l'ardesia rossa — Rotschiefer — più ricca di ferro, caratterizza l'Ürziger Würzgarten e conferisce un profilo più caldo e speziato; l'ardesia grigia affiora lungo la Saar, il principale affluente, con suoli più sottili e vini più tesi.
Il clima è continentale freddo — i vigneti della Mosella sono tra i più settentrionali d'Europa produttiva — ma il microclima delle anse protette dal vento e riscaldate dal fiume porta temperature medie estive di 2-3 gradi superiori alla pianura circostante. L'ardesia trattiene il calore del giorno e lo restituisce di notte, fungendo da accumulatore termico naturale. Le precipitazioni sono moderate — circa 700 mm annui — con primavere piovose e autunni spesso asciutti e soleggiati.
Storia
I Romani fondano Augusta Treverorum — la moderna Trier — nel 15 a.C. come capitale della Gallia Belgica, e la viticoltura sulla Mosella parte da qui: i primi vigneti documentati in Germania sono su questi versanti. Il poeta latino Ausonio scrive nel 370 d.C. un poema dedicato al fiume Mosella dove descrive i vigneti sui versanti scoscesi con vocabolario preciso che permette di riconoscere la zona ancora oggi.
Nel Medioevo le abbazie benedettine e cistercensi sviluppano i vigneti sistematicamente, con tecniche di terrazzamento che ammorbidiscono i pendii più impraticabili. Nel XVI secolo — secondo la cronaca — si usavano esplosivi per spezzare gli speroni di roccia e creare terrazzamenti sulle pareti verticali. Il Riesling si afferma come vitigno dominante nel XVIII-XIX secolo, sostituendo varietà più precoci meno adatte alla struttura acida del suolo. Il Novecento porta la crisi del dopoguerra e la concorrenza dei vini dolci da varietà incrociate; la riscoperta del Riesling secco mosellano avviene dagli anni Ottanta.
Oggi
I pendii ripidissimi della Mosella sono il principale ostacolo alla produzione di massa e il principale argomento per chi lavora in biologico: su versanti a 60 gradi non passa nessun trattore, per cui ogni lavoro — vendemmia, potatura, trattamenti, raccolta della vegetazione — avviene a mano, spesso con sistemi di cavi e verricelli o direttamente a piedi. Questa condizione strutturale ha reso la Mosella una zona dove il lavoro manuale non è mai scomparso, e dove la transizione al biologico è meno un cambio di paradigma che un aggiustamento delle pratiche già esistenti.
Il Riesling occupa quasi l'89% della superficie vitata della Mosella: su ardesia blu produce vini con un'acidità vibrante e una struttura lineare, con residuo zuccherino variabile tra secco e dolce a seconda dell'annata e della parcella. La tendenza degli ultimi vent'anni è verso il secco pieno — il trocken — che permette di leggere la mineralità dello scisto senza la mediazione del residuo dolce. Le vendemmie tardive — Spätlese, Auslese, Trockenbeerenauslese — restano le produzioni simbolo per le annate eccezionali.
Diversi produttori stanno recuperando le viti su piede franco — sopravvissute alla fillossera in alcune parcelle di ardesia dove il parassita non riesce a muoversi nel suolo scistoso — e lavorano con lieviti indigeni e senza aggiunte esterne, riducendo i solfiti a livelli minimi. La Saar e la Ruwer — gli affluenti laterali — producono i Riesling più tesi e freschi dell'intera zona, su scisti grigio-chiari che cedono mineralità senza la struttura piena del versante centrale.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO MOSELLA, GERMANIA
"<p>A <strong>Reil</strong>, sulla <strong>Mosella</strong>, <strong>Thorsten Melsheimer</strong> gestisce un domaine bicentenario. <strong>11 ettari</strong>, di cui <strong>8</strong> sul <strong>Mullay-Hofberg</strong> — viti dal XII secolo. Biodinamico <strong>Demeter</strong>. Solo <strong>Riesling</strong>. Fermentazioni fino a <strong>18 mesi</strong>.</p>"
Rhineland-Palatinate
Weingut Melsheimer
"<p>Nella valle laterale di <strong>Trarbach</strong> sulla <strong>Mosella</strong>, il berlinese <strong>Jakob Tennstedt</strong> produce Riesling su ardesia. Fermentazioni in vecchi <em>Fuder</em> per molti mesi. Senza solfiti, senza filtrazione. <strong>Landwein der Mosel</strong>.</p>"
Rhineland-Palatinate
Jakob Tennstedt