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Jakob Tennstedt

Nella valle laterale di Trarbach sulla Mosella, il berlinese Jakob Tennstedt produce Riesling su ardesia. Fermentazioni in vecchi Fuder per molti mesi. Senza solfiti, senza filtrazione. Landwein der Mosel.

La valle laterale di Trarbach, che si apre dietro Traben-Trarbach a metà della Mosella, non assomiglia agli altri paesaggi che hanno reso famosa questa regione. Qui non si guardano le anse del fiume dall'alto: i vigneti ripidi di Jakob Tennstedt si affacciano a sud su una foresta densa e scura che si estende fino all'orizzonte. L'isolamento è fisico e percepibile. Il microclima è fresco anche per gli standard moselanici: la posizione in una valle laterale chiusa riduce le ore di sole diretto e abbassa le temperature medie rispetto alle parcelle principali lungo il fiume. Le viti crescono su terreni ardesiosi ripidi, dove ogni operazione manuale richiede uno sforzo fisico considerevole. Tennstedt descrive questo posto come un luogo dove si è soli con il lavoro — una condizione che ha cercato consapevolmente, allontanandosi dalle influenze esterne.

Jakob Tennstedt è nato a Berlino. Prima di trovare la sua collocazione definitiva ha lavorato in cantine in Austria, Italia, Francia e lungo la Mosella stessa, incluso un periodo con Daniel Vollenweider a Traben-Trarbach. Quando individua le due parcelle nella valle di Trarbach, capisce che è il posto giusto. La sua filosofia di lavoro nasce dalla convinzione che ogni intervento — in vigna e in cantina — lasci un'impronta permanente: la ricerca è quella di un vino che rifletta il luogo e la pianta, non il produttore. I vini sono classificati come Landwein der Mosel perché, non superando i test di degustazione delle autorità vitivinicole della Mosella (non filtrati, non chiarificati), non possono rivendicare la denominazione del villaggio o della vigna — anche se Tennstedt rispetta la tradizione dei single-vineyard bottling.

In vigna Tennstedt raccoglie basandosi esclusivamente su gusto e intuizione, senza misurazioni analitiche al momento della vendemmia. Ammette tutta la botrytis sana nelle selezioni — una scelta inconsueta per il Riesling moselaico. Le fermentazioni avvengono in vecchi Fuder (botti da 1.000 litri tradizionali della Mosella) e possono durare molti mesi, anche oltre un anno. Jakob poi assaggia costantemente, colma le botti, e decide di imbottigliare solo per intuizione, senza una scadenza prestabilita. Il vino può restare in botte per oltre due anni prima di essere messo in bottiglia. Non usa solfiti, non filtra, non chiarifica. Non forza né blocca la fermentazione malolattica. Il Riesling che ne risulta percorre testure e sapori insoliti — tabacco, miso, spezie — lontani dall'immagine convenzionale della Mosella. Il Riesling che ne risulta percorre testure e sapori insoliti — tabacco, miso, spezie — lontani dall'immagine convenzionale della Mosella.

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Mosella, Germania

"<p>La <strong>Mosella</strong> scende dalle Vosgi francesi attraverso il <strong>Lussemburgo</strong> e poi serpeggia per oltre <strong>200 chilometri</strong> attraverso il <strong>Massiccio Renano</strong> prima di confluire nel Reno a Coblenza. I vigneti seguono le anse del fiume arrampicandosi su versanti che a tratti raggiungono inclinazioni di <strong>60-70 gradi</strong> — tra le più ripide d'Europa viticola — dove la roccia affiora quasi nuda e ogni metro di suolo è stato strappato alla pietra con secoli di lavoro. Le vigne scendono fino al livello del fiume a meno di <strong>100 metri</strong> e salgono fino a <strong>350 metri</strong> di quota, con i versanti esposti a sud e sud-est che catturano il massimo dell'irraggiamento a questa latitudine settentrionale.<br><br>Il fiume stesso è il secondo elemento del microclima: la sua superficie riflette la luce solare sui vigneti e accumula calore che rilascia nelle notti autunnali, ritardando le gelate e allungando la maturazione del <strong>Riesling</strong>. Le città principali — <strong>Trier, Bernkastel-Kues, Cochem</strong> — si dispongono lungo le anse del fiume, e i vigneti più rinomati portano nomi che identificano la posizione precisa: <strong>Wehlen, Brauneberg, Piesport, Ürzigen</strong>.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>Il substrato della Mosella è quasi interamente <strong>scisto paleozoico</strong> — ardesia formata circa <strong>400-450 milioni di anni fa</strong> durante la fase caledonica. La varietà degli scisti crea però profili diversi: l'<strong>ardesia blu</strong> — <em>Blauschiefer</em> — affiora sulle anse centrali intorno a Wehlen e Bernkastel, si frantuma in lastre sottili e si riscalda rapidamente sotto il sole di primavera; l'<strong>ardesia rossa</strong> — <em>Rotschiefer</em> — più ricca di ferro, caratterizza l'<strong>Ürziger Würzgarten</strong> e conferisce un profilo più caldo e speziato; l'ardesia grigia affiora lungo la Saar, il principale affluente, con suoli più sottili e vini più tesi.<br><br>Il clima è <strong>continentale freddo</strong> — i vigneti della Mosella sono tra i più settentrionali d'Europa produttiva — ma il microclima delle anse protette dal vento e riscaldate dal fiume porta temperature medie estive di <strong>2-3 gradi</strong> superiori alla pianura circostante. L'ardesia trattiene il calore del giorno e lo restituisce di notte, fungendo da accumulatore termico naturale. Le precipitazioni sono moderate — circa <strong>700 mm annui</strong> — con primavere piovose e autunni spesso asciutti e soleggiati.</p><h3>Storia</h3><p>I <strong>Romani</strong> fondano <strong>Augusta Treverorum</strong> — la moderna Trier — nel <strong>15 a.C.</strong> come capitale della Gallia Belgica, e la viticoltura sulla Mosella parte da qui: i primi vigneti documentati in Germania sono su questi versanti. Il poeta latino <strong>Ausonio</strong> scrive nel <strong>370 d.C.</strong> un poema dedicato al fiume Mosella dove descrive i vigneti sui versanti scoscesi con vocabolario preciso che permette di riconoscere la zona ancora oggi.<br><br>Nel Medioevo le abbazie benedettine e cistercensi sviluppano i vigneti sistematicamente, con tecniche di terrazzamento che ammorbidiscono i pendii più impraticabili. Nel <strong>XVI secolo</strong> — secondo la cronaca — si usavano esplosivi per spezzare gli speroni di roccia e creare terrazzamenti sulle pareti verticali. Il <strong>Riesling</strong> si afferma come vitigno dominante nel XVIII-XIX secolo, sostituendo varietà più precoci meno adatte alla struttura acida del suolo. Il Novecento porta la crisi del dopoguerra e la concorrenza dei vini dolci da varietà incrociate; la riscoperta del Riesling secco mosellano avviene dagli anni Ottanta.</p><h3>Oggi</h3><p>I pendii ripidissimi della Mosella sono il principale ostacolo alla produzione di massa e il principale argomento per chi lavora in biologico: su versanti a <strong>60 gradi</strong> non passa nessun trattore, per cui ogni lavoro — vendemmia, potatura, trattamenti, raccolta della vegetazione — avviene a mano, spesso con sistemi di cavi e verricelli o direttamente a piedi. Questa condizione strutturale ha reso la Mosella una zona dove il lavoro manuale non è mai scomparso, e dove la transizione al biologico è meno un cambio di paradigma che un aggiustamento delle pratiche già esistenti.<br><br>Il <strong>Riesling</strong> occupa quasi l'<strong>89% della superficie</strong> vitata della Mosella: su ardesia blu produce vini con un'acidità vibrante e una struttura lineare, con residuo zuccherino variabile tra secco e dolce a seconda dell'annata e della parcella. La tendenza degli ultimi vent'anni è verso il secco pieno — il <strong>trocken</strong> — che permette di leggere la mineralità dello scisto senza la mediazione del residuo dolce. Le <strong>vendemmie tardive</strong> — Spätlese, Auslese, Trockenbeerenauslese — restano le produzioni simbolo per le annate eccezionali.<br><br>Diversi produttori stanno recuperando le <strong>viti su piede franco</strong> — sopravvissute alla fillossera in alcune parcelle di ardesia dove il parassita non riesce a muoversi nel suolo scistoso — e lavorano con <strong>lieviti indigeni</strong> e senza aggiunte esterne, riducendo i solfiti a livelli minimi. La Saar e la Ruwer — gli affluenti laterali — producono i Riesling più tesi e freschi dell'intera zona, su scisti grigio-chiari che cedono mineralità senza la struttura piena del versante centrale.</p>"

Mosella, Germania

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