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Weingut Melsheimer

A Reil, sulla Mosella, Thorsten Melsheimer gestisce un domaine bicentenario. 11 ettari, di cui 8 sul Mullay-Hofberg — viti dal XII secolo. Biodinamico Demeter. Solo Riesling. Fermentazioni fino a 18 mesi.

Reil è un paese sulla Mosella media, dove il fiume compie un'ansa e le colline scendono a precipizio verso l'acqua. Il vigneto Mullay-Hofberg domina Reil dall'alto: una delle pendici più ripide e magnifiche di tutta la Mosella, dove le viti si aggrappano all'ardesia e al quarzo fin dal XII secolo. Thorsten Melsheimer coltiva 11 ettari, di cui 8 all'interno del Mullay-Hofberg. I suoli di ardesia e quarzo alterati conferiscono al Riesling una mineralità elettrica, un'acidità tagliente e una longevità che i vini prodotti su suoli diversi non possono eguagliare. La posizione insolita del Mullay-Hofberg — sotto una foresta e un altopiano che trattengono l'umidità — protegge le viti dallo stress idrico anche nelle annate più calde. Quasi la metà dei vigneti di Thorsten si trova in quel 5% della Mosella classificato come «versante molto ripido» — parcelle di eccezionale valore paesaggistico e produttivo, tra le meno accessibili e più verticali dell'intera regione.

Thorsten Melsheimer prende in mano la cantina di famiglia nel 1994 — duecento anni di storia vitivinicola nella sua gestione. Fin dal primo anno avvia la conversione biologica, senza aspettare le tendenze del mercato. La filosofia nasce dalla convizione che il vino più autentico nasce dal vigneto più sano. Nel 2009 tutta la viticoltura passa ai principi biodinamici; nel 2013 arriva la certificazione Demeter. Thorsten ricostruisce tirelessly le vecchie terrazze del Mullay-Hofberg, recupera viti anziane maltrattate, introduce capre nei vigneti per gestire la vegetazione che avanza dalla foresta e produrre concime naturale per le viti. Dal suo arrivo ha visto cambiamenti drammatici nell'ecosistema intorno al vigneto. Quasi tutta la produzione viene venduta in Germania — Melsheimer è ancora poco noto fuori dal proprio paese.

La cantina produce esclusivamente Riesling, nelle sue diverse declinazioni: trocken (secco), feinherb, Kabinett, Spätlese, e versioni frizzanti. Thorsten non aggiunge nulla al vino: nessun lievito selezionato, nessun additivo, nessuna manipolazione. I vini fermentano spontaneamente in vecchie botti di rovere. Le fermentazioni dei Riesling secchi possono durare fino a 18 mesi prima di completarsi — tempi impensabili nella produzione convenzionale, ma naturali quando si lascia il vino fermentare ai propri ritmi. Thorsten sperimenta costantemente con tecniche diverse, cercando il modo migliore per esprimere ogni parcella. Il credo della cantina è quello del luogo: la natura di Reil, la verticalità del Mullay-Hofberg, l'ardesia che si sgretola sotto i piedi delle viti e si ritrova nel bicchiere.

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Mosella, Germania

"<p>La <strong>Mosella</strong> scende dalle Vosgi francesi attraverso il <strong>Lussemburgo</strong> e poi serpeggia per oltre <strong>200 chilometri</strong> attraverso il <strong>Massiccio Renano</strong> prima di confluire nel Reno a Coblenza. I vigneti seguono le anse del fiume arrampicandosi su versanti che a tratti raggiungono inclinazioni di <strong>60-70 gradi</strong> — tra le più ripide d'Europa viticola — dove la roccia affiora quasi nuda e ogni metro di suolo è stato strappato alla pietra con secoli di lavoro. Le vigne scendono fino al livello del fiume a meno di <strong>100 metri</strong> e salgono fino a <strong>350 metri</strong> di quota, con i versanti esposti a sud e sud-est che catturano il massimo dell'irraggiamento a questa latitudine settentrionale.<br><br>Il fiume stesso è il secondo elemento del microclima: la sua superficie riflette la luce solare sui vigneti e accumula calore che rilascia nelle notti autunnali, ritardando le gelate e allungando la maturazione del <strong>Riesling</strong>. Le città principali — <strong>Trier, Bernkastel-Kues, Cochem</strong> — si dispongono lungo le anse del fiume, e i vigneti più rinomati portano nomi che identificano la posizione precisa: <strong>Wehlen, Brauneberg, Piesport, Ürzigen</strong>.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>Il substrato della Mosella è quasi interamente <strong>scisto paleozoico</strong> — ardesia formata circa <strong>400-450 milioni di anni fa</strong> durante la fase caledonica. La varietà degli scisti crea però profili diversi: l'<strong>ardesia blu</strong> — <em>Blauschiefer</em> — affiora sulle anse centrali intorno a Wehlen e Bernkastel, si frantuma in lastre sottili e si riscalda rapidamente sotto il sole di primavera; l'<strong>ardesia rossa</strong> — <em>Rotschiefer</em> — più ricca di ferro, caratterizza l'<strong>Ürziger Würzgarten</strong> e conferisce un profilo più caldo e speziato; l'ardesia grigia affiora lungo la Saar, il principale affluente, con suoli più sottili e vini più tesi.<br><br>Il clima è <strong>continentale freddo</strong> — i vigneti della Mosella sono tra i più settentrionali d'Europa produttiva — ma il microclima delle anse protette dal vento e riscaldate dal fiume porta temperature medie estive di <strong>2-3 gradi</strong> superiori alla pianura circostante. L'ardesia trattiene il calore del giorno e lo restituisce di notte, fungendo da accumulatore termico naturale. Le precipitazioni sono moderate — circa <strong>700 mm annui</strong> — con primavere piovose e autunni spesso asciutti e soleggiati.</p><h3>Storia</h3><p>I <strong>Romani</strong> fondano <strong>Augusta Treverorum</strong> — la moderna Trier — nel <strong>15 a.C.</strong> come capitale della Gallia Belgica, e la viticoltura sulla Mosella parte da qui: i primi vigneti documentati in Germania sono su questi versanti. Il poeta latino <strong>Ausonio</strong> scrive nel <strong>370 d.C.</strong> un poema dedicato al fiume Mosella dove descrive i vigneti sui versanti scoscesi con vocabolario preciso che permette di riconoscere la zona ancora oggi.<br><br>Nel Medioevo le abbazie benedettine e cistercensi sviluppano i vigneti sistematicamente, con tecniche di terrazzamento che ammorbidiscono i pendii più impraticabili. Nel <strong>XVI secolo</strong> — secondo la cronaca — si usavano esplosivi per spezzare gli speroni di roccia e creare terrazzamenti sulle pareti verticali. Il <strong>Riesling</strong> si afferma come vitigno dominante nel XVIII-XIX secolo, sostituendo varietà più precoci meno adatte alla struttura acida del suolo. Il Novecento porta la crisi del dopoguerra e la concorrenza dei vini dolci da varietà incrociate; la riscoperta del Riesling secco mosellano avviene dagli anni Ottanta.</p><h3>Oggi</h3><p>I pendii ripidissimi della Mosella sono il principale ostacolo alla produzione di massa e il principale argomento per chi lavora in biologico: su versanti a <strong>60 gradi</strong> non passa nessun trattore, per cui ogni lavoro — vendemmia, potatura, trattamenti, raccolta della vegetazione — avviene a mano, spesso con sistemi di cavi e verricelli o direttamente a piedi. Questa condizione strutturale ha reso la Mosella una zona dove il lavoro manuale non è mai scomparso, e dove la transizione al biologico è meno un cambio di paradigma che un aggiustamento delle pratiche già esistenti.<br><br>Il <strong>Riesling</strong> occupa quasi l'<strong>89% della superficie</strong> vitata della Mosella: su ardesia blu produce vini con un'acidità vibrante e una struttura lineare, con residuo zuccherino variabile tra secco e dolce a seconda dell'annata e della parcella. La tendenza degli ultimi vent'anni è verso il secco pieno — il <strong>trocken</strong> — che permette di leggere la mineralità dello scisto senza la mediazione del residuo dolce. Le <strong>vendemmie tardive</strong> — Spätlese, Auslese, Trockenbeerenauslese — restano le produzioni simbolo per le annate eccezionali.<br><br>Diversi produttori stanno recuperando le <strong>viti su piede franco</strong> — sopravvissute alla fillossera in alcune parcelle di ardesia dove il parassita non riesce a muoversi nel suolo scistoso — e lavorano con <strong>lieviti indigeni</strong> e senza aggiunte esterne, riducendo i solfiti a livelli minimi. La Saar e la Ruwer — gli affluenti laterali — producono i Riesling più tesi e freschi dell'intera zona, su scisti grigio-chiari che cedono mineralità senza la struttura piena del versante centrale.</p>"

Mosella, Germania

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