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Etna, Sicilia, Italia

Etna, Sicilia

L'Etna — «A' Muntagna» per i siciliani — è il vulcano attivo più alto d'Europa, con i suoi 3357 metri che dominano la Sicilia orientale. I vigneti si distribuiscono sui versanti del cono in un arco che va fino a oltre i 1000 metri di quota, su una topografia irregolare di altopiani, dossi e anfiteatri creati dalla successione di flussi lavici nel corso dei millenni. Il versante nord — intorno a Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e Randazzo — è il più valorizzato per il Nerello Mascalese, con esposizioni a nord che rallentano la maturazione e producono vini di tensione acida straordinaria.

Ciascuna contrada ha la sua storia di eruzioni e di lava, il suo tipo di suolo, la sua altitudine e la sua esposizione. L'alberello etneo — sistema di allevamento a ceppo basso autofertilizzante, iscritto nel 2024 nel patrimonio immateriale UNESCO — è la forma tradizionale su questi pendii, dove i venti costanti e la distanza tra le piante permettono all'aria di circolare liberamente.

Geologia, suoli, clima

La geologia etnea è quella del vulcanismo basaltico attivo: la roccia madre è il basalto, depositato in flussi lavici di diverse epoche. La vite trova condizioni radicalmente diverse a seconda dell'età del flusso: le lave antiche — più decomposte — hanno creato suoli scuri, porosi e ricchi di minerali; le lave recenti restano quasi sterili, con poca profondità di suolo. Sulle superfici laviche più antiche del versante nord le radici penetrano nelle fessure della roccia, estraendo minerali in modo diretto.

L'altitudine è il fattore climatico dominante: a 700-900 metri le temperature notturne scendono sotto i 10 gradi anche in agosto e le escursioni termiche superano i 20 gradi in estate. Il Nerello Mascalese matura lentamente, conservando acidità alta e tannini sottili nonostante il caldo dei mesi estivi.

Storia

La viticoltura sull'Etna è documentata dall'epoca greca: le colonie di Katane e di Naxos ai piedi del vulcano producevano vino che circolava nel Mediterraneo già nel VII-VI secolo a.C. Dopo i Romani, la dominazione araba rallentò ma non azzerò la viticoltura. Nel Medioevo i monasteri basiliani — di tradizione greca, insediati dopo la riconquista normanna dell'XI-XII secolo — mantengono i vigneti sulle contrade più alte.

La fillossera, che ha distrutto la maggior parte dei vigneti europei tra fine Ottocento e inizio Novecento, ha avuto impatto limitato sull'Etna: la terra vulcanica sciolta e sabbiosa non permette al parassita di muoversi nel suolo, per cui molte viti dell'Etna sono rimaste su piede franco — non innestate su portainnesti americani — alcune con età superiore ai 100-150 anni.

Oggi

L'Etna è diventata negli ultimi vent'anni uno dei territori vinicoli più discussi al mondo. Il sistema delle contrade — aree geografiche con nome proprio e caratteristiche di suolo e altitudine differenti, formalizzato nel disciplinare del 2011 — si avvicina al concetto borgognone di climat. Le contrade del versante nord come Guardiola, Calderara, Feudo di Mezzo, Bocca d'Orzo hanno profili distinti, emergenti soprattutto nei vini di singola contrada fermentati in contenitori neutri.

Il biologico e il biodinamico sono la norma tra i produttori piccoli e artigianali: il clima secco dell'estate etnea riduce la pressione fungina, e l'alberello su piede franco su suoli vulcanici non richiede la chimica della viticoltura convenzionale in zone più umide. Il Nerello Mascalese — con la sua acidità naturale, il colore scarico e i tannini sottili — ha trovato un pubblico internazionale che lo paragona ai grandi rossi di Borgogna, sebbene il vulcano e il sole siciliano producano qualcosa di totalmente diverso.

L'alberello su piede franco richiede potatura e legatura completamente manuali: ogni ceppo cresce autonomamente senza fili di sostegno e viene lavorato singolarmente più volte nella stagione. I basalti irregolari, i muretti di contenimento e le pendenze rendono impossibile anche il piccolo trattore su molte contrade, per cui il biologico diventa la risposta logistica naturale prima ancora che una scelta ideologica — chi lavora già a mano non cambia la propria organizzazione in modo significativo eliminando i prodotti di sintesi.

Le lave antiche del versante nord — con suoli scuri e porosi formatisi in millenni di decomposizione basaltica — ospitano una microbiologia naturalmente ricca di funghi micorrizici che colonizzano le radici e le aiutano ad accedere ai minerali del basalto. L'inerbimento spontaneo tra i ceppi, non falciato nei mesi più secchi, mantiene l'umidità nel suolo nelle settimane critiche di luglio e agosto, quando le notti fresche potrebbero non bastare a compensare il calore dei pomeriggi sul versante meridionale.

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