Nella valle del Jihlava, in Moravia meridionale, Jakub Tomčík e Tomáš Krist coltivano 3,5 ettari di vigne ad alta quota. Biologico, lieviti indigeni, senza solfiti. Welschriesling, Müller-Thurgau, Pinot Gris.
La valle del fiume Jihlava scende verso Dolní Kounice, borgo di duemila abitanti a venti chilometri a sudovest di Brno, produttore di vino da secoli. Le colline che si alzano ai lati del borgo custodiscono qualcosa di raro: suoli di granodiorite, roccia di origine vulcanica formata centinaia di migliaia di anni fa, più antica dei terreni di Borgogna o Bordeaux. La struttura mineralizzata di questa roccia antica dà alle uve una profondità e un'intensità che si ritrovano poi nel bicchiere. Il clima è continentale, con estati calde e inverni rigidi, escursioni termiche marcate nel periodo della maturazione. La posizione nella Moravia meridionale, al confine con l'Austria, porta qualche influenza meridionale attenuata, ma il carattere del posto resta quello delle campagne ceche più interne: vento, siccità estiva, freddo che scende presto in autunno. I vigneti di Šebela occupano parcelle sui versanti che guardano il borgo dall'alto, dove il granodiorite affiora tra le radici e il terreno lavora le viti con parsimonia.
Jiří Šebela fonda Dva Duby — letteralmente «due querce» in ceco — nel 2007, quando l'idea di fare vino con interventi minimi sembrava assurda ai colleghi produttori della zona. Le querce del paesaggio intorno a Dolní Kounice entrano nel nome e, indirettamente, nelle botti dove i vini maturano. Šebela ha una carriera parallela nell'informatica, che gli permette di lavorare senza le pressioni finanziarie che pesano su molte piccole cantine: i vini restano in cantina fino a quando lui decide che sono pronti, anche anni dopo la vendemmia. Ha ristrutturato un edificio antico nel quartiere ebraico del borgo, vicino alla sinagoga restaurata, costruendo una cantina moderna su due piani con tasting room, sala d'imbottigliamento e cantine sotterranee. La gestione del vigneto esclude trattamenti sistemici, erbicidi e rame fin dall'inizio. Šebela lavora con il proprio barriaio di fiducia della cooperativa Fryzelka di Vlachovice, scegliendo insieme a lui gli alberi nei boschi che diventeranno le botti della cantina.
Nel vigneto, tra le varietà presenti prevalgono il Blaufränkisch (chiamato localmente Frankovka) e il Sankt Laurent per i rossi — varietà da secoli di casa in Moravia meridionale — con uve bianche per i vini bianchi e orange. Le uve si raccolgono a mano; Šebela raccoglie parcella per parcella nei tempi giusti per ciascuna varietà. In cantina non usa lieviti selezionati: le fermentazioni partono spontaneamente con i lieviti presenti sulle bucce e nell'ambiente. Nessun controllo di temperatura, nessun additivo. Il vino matura in botti di rovere e acacia di diverse dimensioni, contenitori ormai neutri che non cedono legno ma permettono uno scambio lento con l'ossigeno. Šebela trattiene le bottiglie in cantina per anni prima di metterle in commercio, convinto che i suoi vini abbiano bisogno di tempo per esprimersi. Imbottiglia senza chiarifica e senza filtrazione.
"<p>La <strong>Moravia meridionale</strong> — <em>Jihomoravský kraj</em> — è il cuore della viticoltura ceca, concentrata nell'angolo sud-est della <strong>Repubblica Ceca</strong>, al confine con l'<strong>Austria</strong> a sud e la <strong>Slovacchia</strong> a est. I vigneti si distribuiscono su un sistema di colline che si alzano gradualmente dalla pianura del Danubio — <strong>Morava</strong> in ceco — verso i rilievi dei <strong>Carpazi bianchi</strong> a nord-est, con quote tra i <strong>150 e i 400 metri</strong>. Il paesaggio è aperto e collinare, con crinali dolci e versanti soleggiati dove la vite convive con campi di grano e girasoli.<br><br>Quattro sottozone strutturano il territorio. La <strong>Mikulovská</strong> a sud — intorno a <strong>Mikulov</strong> e al massiccio calcareo del Pálava — è la più calda e secca; la <strong>Velkopavlovická</strong> al centro produce su suoli argillosi fertili; la <strong>Slovácká</strong> a est, verso il confine slovacco, è la più calda dell'intera regione; la <strong>Znojemská</strong> a ovest, intorno a <strong>Znojmo</strong>, ha suoli più freschi su granito e gneiss che si avvicinano per carattere ai vini della vicina <strong>Bassa Austria</strong>.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>La geologia varia sensibilmente tra le sottozone. Intorno a Mikulov i <strong>calcari del Pálava</strong> — la catena di colline biancastre che si vede da lontano — creano suoli sottili e drenanti con forte componente calcarea; le radici devono scendere nelle fessure della roccia per trovare acqua in estate. Nella Velkopavlovická i <strong>suoli argillosi profondi</strong> trattengono l'umidità invernale e si riscaldano più lentamente in primavera. A ovest verso Znojmo affiorano il <strong>granito e lo gneiss</strong> del Massiccio Boemo, che danno suoli acidi e minerali dove il <strong>Sauvignon Blanc</strong> e il Riesling producono le loro versioni più tese.<br><br>Il clima è <strong>continentale pannonico</strong>: le pianure della <strong>Pannonia</strong> a sud — il grande bacino ungherese — portano calore nelle estati e rinfrescano secco in autunno. Le precipitazioni sono basse — spesso sotto i <strong>500 mm annui</strong> — concentrate in primavera e inizio estate, con autunni secchi e soleggiati che allungano la maturazione. Le gelate primaverili sono un rischio concreto; quelle autunnali tardive consentono in alcune annate la produzione di <strong>vini da uve botritizzate</strong>.</p><h3>Storia</h3><p>I <strong>Romani</strong> portano la vite in Moravia lungo il limes danubiano nel <strong>I-II secolo d.C.</strong>, con le prime attestazioni di viticoltura sistematica vicino alle ville rustiche della pianura. Nel Medioevo i re <strong>Premysl</strong> e poi la dinastia <strong>Lussemburgo</strong> sviluppano la viticoltura moravo come attività economica organizzata. L'imperatore <strong>Carlo IV</strong> — lo stesso che promuove la viticoltura in Boemia — emana nel <strong>XIV secolo</strong> decreti che regolano la produzione.<br><br>L'era austro-ungarica lascia un'impronta profonda: la viticoltura moravo è culturalmente legata all'Austria, con varietà come il <strong>Welschriesling</strong> — chiamato localmente Ryzlink vlašský — e il <strong>Müller-Thurgau</strong> che coprono la maggior parte della superficie. La <strong>collettivizzazione socialista</strong> degli anni Cinquanta trasforma le proprietà individuali in grandi cooperative di stato; dopo il <strong>1989</strong> la privatizzazione riporta i vigneti nelle mani di piccoli produttori, avviando un processo di rivalutazione che si intensifica nel corso degli anni Duemila.</p><h3>Oggi</h3><p>La viticoltura moravo post-1989 ha lavorato su due fronti paralleli. Da un lato la riscoperta delle <strong>varietà autoctone</strong>: il <strong>Pálava</strong> — incrocio di Gewurztraminer e Müller-Thurgau sviluppato nel 1977 nell'istituto di Lednice — produce aromatici intensi che si adattano bene al clima continentale; il <strong>Welschriesling</strong> su suoli calcarei della Mikulovská esprime acidità marcata e struttura fine. Dall'altro lato l'interesse per i <strong>vini orange</strong> e le macerazioni sulle bucce, che qui hanno una tradizione slovacca e austriaca di riferimento vicinissima geograficamente.<br><br>Il biologico ha avanzato soprattutto nella zona di <strong>Znojmo</strong>, dove il granito e le pendenze più marcate rendono il lavoro già prevalentemente manuale. La siccità della Mikulovská — con precipitazioni spesso sotto i <strong>450 mm annui</strong> — riduce naturalmente la pressione fungina nella stagione secca, agevolando le conversioni senza stravolgere l'organizzazione del lavoro. Il <strong>Pálava</strong> e il <strong>Moravian Muscat</strong> — varietà resistenti alle gelate — trovano nei piccoli produttori biologici interpreti che ne valorizzano la specificità locale rispetto al circuito export.</p>"
Moravia Sud
I PRODUTTORI DEL COLLIO/BRDA
"A Mutěnice, Moravia Sud (Rep. Ceca), Jara Tesařík coltiva 6 ettari in molte piccole parcelle. Riesling, Gewurztraminer, Pinot Gris, Blaufränkisch. Biologico, macerazioni sulle bucce, botti di rovere, minimi solfiti."
Moravia Sud, South Moravian, Repubblica Ceca
Dluhé Grefty
"A Němčičky, Moravia meridionale, Richard Stávek è pioniere del vino naturale ceco dagli anni '90. Fattoria di 15 ettari, di cui 4,5 a vigna. Biologico dal 2009. Field blend, lieviti indigeni. Senza solfiti."
Moravia sud, South Moravian, Repubblica Ceca