Vouvray, Loira
Vouvray si distende sulla riva destra della Loira, a est di Tours, su un altopiano calcareo che guarda verso il fiume tra i 40 e i 120 metri di quota. Il paesaggio è quello della Touraine: vigneti su versanti dolci che scendono verso il fiume, boschi di querce sui plateau, e soprattutto le caves troglodytes — le cantine scavate direttamente nel tuffeau, la pietra calcarea giallastra che costituisce il substrato e che si lavora con uno scalpello come il legno tenero. Queste caverne naturali o artificiali nel calcare mantengono temperatura e umidità costanti tutto l'anno, per cui sono state usate come cantine per affinare i vini di Chenin Blanc per secoli.
Il comprensorio conta circa 2000 ettari e comprende otto comuni, con il villaggio di Vouvray come centro storico e le zone di Rochecorbon, Vernou-sur-Brenne, Noizay come punti di riferimento qualitativo. Tutta la produzione — senza eccezioni — usa il Chenin Blanc come unica varietà, un monogrado varietale raro in Francia che conferisce al comprensorio un carattere identitario assoluto.
Geologia, suoli, clima
Il tuffeau è il cuore geologico di Vouvray: calcare morbido e poroso del Cretaceo Turoniano — depositato circa 90 milioni di anni fa quando il Bacino parigino era un fondale marino poco profondo — che si stratifica in blocchi di colore giallo-bianco sotto pochi centimetri di suolo superficiale. La porosità del tuffeau è straordinaria: assorbe l'acqua delle piogge e la rilascia lentamente alle radici nel corso dell'estate, funzionando come serbatoio idrico naturale che protegge le viti dalla siccità estiva. Sopra il tuffeau si trovano strati di argilla-selciosa e ghiaie fluviali che variano per composizione da parcella a parcella.
Il clima è oceanico continentale: fresco per la latitudine nordica della Loira, con primavere instabili e rischio di gelate tardive, estati tiepide e autunni lunghi che si protraggono spesso fino a novembre. Le perturbazioni atlantiche portano piogge abbondanti in primavera; il canale della Loira crea un microclima più mite rispetto al plateau circostante, con le nebbie autunnali che — come a Tokaj — favoriscono la Botrytis cinerea nelle annate adatte. I raccolti di Vouvray sono tra i più tardivi di Francia, spesso completati in novembre.
Storia
I monaci di Marmoutier — l'abbazia fondata da San Martino di Tours nel 372 d.C. proprio sulle rive della Loira vicino a Vouvray — coltivano i vigneti sul tuffeau per oltre mille anni, e sono probabilmente responsabili della selezione e dello sviluppo del Chenin Blanc come varietà dominante. Il primo riferimento documentato all'uva di Vouvray risale al 845; il nome Chenin appare nel 1445 in un documento dell'abbazia di Glanfeuil.
L'appellazione AOC Vouvray viene riconosciuta nel 1936, tra le prime in Francia. La zona produce tradizionalmente un ampio spettro di stili — secco (sec), semi-dolce (demi-sec), dolce (moelleux), pétillant e spumante metodo tradizionale — tutti basati sullo stesso Chenin Blanc in stadi diversi di maturazione. La capacità del Chenin di esprimere stili così diversi dalla stessa varietà sullo stesso suolo è una caratteristica unica della Loira.
Oggi
Il grande dibattito contemporaneo di Vouvray riguarda lo stile: secco o dolce? Per decenni i demi-sec e i moelleux erano il prodotto più richiesto dal mercato; oggi la domanda di Chenin Blanc secco è in forte crescita, con i produttori biologici in prima linea nel proporre interpretazioni ferme che esprimono direttamente la mineralità del tuffeau senza il velo del residuo zuccherino.
Il biologico e il biodinamico si sono diffusi rapidamente a Vouvray nell'ultimo ventennio: il tuffeau è un substrato che risponde particolarmente bene alle pratiche biologiche per la sua porosità — il drenaggio rapido impedisce i ristagni che favoriscono le malattie del suolo — e per la sua ricchezza in calcio, che tampona l'acidità e crea condizioni stabili per la microbiologia del suolo. Diversi produttori lavorano in biodinamica, con le preparazioni Steiner-Pfeiffer sulle parcelle storiche.
Il pétillant naturel — la rifermentazione in bottiglia senza sboccatura che produce bollicine fini e vino torbido — ha trovato a Vouvray una tradizione autentica da rivendicare: il pétillant de Vouvray era già prodotto empiricamente nei secoli scorsi quando le fermentazioni si completavano in bottiglia. Oggi questa tradizione viene recuperata con metodi più precisi, usando il Chenin Blanc della prima raccolta — più acido e meno strutturato — per ottenere le bollicine più fini e il residuo dolce bilanciato dall'acidità naturale del tuffeau.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO VOUVRAY, LOIRA