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Velletri, Colli Albani, Italia

Velletri, Colli Albani

Velletri si distende sulle pendici meridionali dei Colli Albani, il massiccio vulcanico che si alza a sud di Roma — il vulcano spento dei Castelli Romani — con i vigneti che scendono dai 400 ai 100 metri di quota su un paesaggio aperto e soleggiato dove il tufo vulcanico affiora ovunque tra le viti. I Colli Albani formano un circo craterizzato di cui i laghi di Castelgandolfo e Nemi occupano le bocche principali; Velletri è posta sul lato meridionale di questo sistema, più lontana da Roma rispetto ai Castelli del nord come Frascati e Marino, con un carattere più rurale e meno urbanizzato.

La zona vitata si estende su pianure e colline vulcaniche tra Velletri verso Lanuvio, Lariano e i versanti settentrionali dei Monti Lepini. La DOC Velletri — istituita nel 1972 — copre sia bianchi da Malvasia e Trebbiano sia rossi da Sangiovese e Montepulciano; il bianco è storicamente il prodotto principale, diffuso nelle trattorie dei Castelli Romani come vino da tavola quotidiano.

Geologia, suoli, clima

I Colli Albani sono un vulcano estinto di età quaternaria — attivo tra i 600.000 e i 19.000 anni fa — i cui prodotti eruttivi hanno coperto un'area enorme intorno a Roma con tufo, pozzolana, leucitite e ignimbrite. Il suolo di Velletri è principalmente leucititico — la roccia vulcanica ricca di leucite e povera di silice — che drena rapidamente e cedere potassio alle viti in modo abbondante. La pozzolana — il lapillo vulcanico grigio-nerastro — affiora nei versanti più bassi, con suoli più leggeri e polverosi. Le zone più distanti dal centro vulcanico hanno strati alluvionali su substrato tufaceo.

Il clima è mediterraneo con influenza vulcanica: i Colli Albani creano il proprio microclima con la massa termica della roccia vulcanica che tempera i picchi di caldo estivo e rallenta le gelate primaverili. Le precipitazioni — circa 700-800 mm annui — si concentrano in autunno-inverno; l'estate è secca con qualche temporale isolato a luglio. La quota collinare porta le temperature di Velletri qualche grado sotto Roma, creando condizioni più favorevoli alla viticoltura bianca rispetto alla pianura laziale.

Storia

Il vino albano — il Vinum Albanum — era citato da Plinio il Vecchio, Orazio e Virgilio come uno dei vini di qualità della campagna romana, prodotto sui versanti del Monte Albano a pochi chilometri dalla capitale. La posizione privilegiata dei Colli Albani — vicinissimi a Roma, con strade consolari che li collegavano direttamente — aveva trasformato questi vigneti in una delle prime zone di produzione organizzata della storia vinicola europea. I papi avevano le loro ville di campagna a Castelgandolfo proprio su questi versanti, e il vino dei Castelli riforniva le corti vaticane.

Il Novecento porta la DOC nel 1972 e una produzione di massa orientata al consumo di Roma: il vino bianco dei Castelli, spesso sfuso e a prezzi molto bassi, diventa il vino da tavola della Capitale. La reputazione soffre di questa associazione con il vino economico, e i produttori di qualità faticano a distinguersi dalla produzione di massa fino alla rinascita artigianale degli ultimi vent'anni.

Oggi

La Malvasia Puntinata — varietà autoctona laziale che costituisce la base dei bianchi dei Castelli Romani — ha ceduto terreno negli anni della produzione di massa alla Malvasia di Candia aromatica, più produttiva e più facilmente riconoscibile sul mercato. La Puntinata è meno aromatica, più neutra, con una struttura che su tufo leucititico esprime mineralità e sapidità diretta; vinificata in acciaio con lieviti indigeni e senza correzioni, produce bianchi snelli e verticali con un profilo molto diverso da quello della produzione standardizzata degli anni di espansione.

Il suolo vulcanico dei Colli Albani — drenante, con struttura porosa che evita i ristagni anche dopo piogge intense — ha facilitato la diffusione del biologico: la pozzolana e il tufo non trattengono l'umidità in eccesso, per cui la pressione fungina resta contenuta anche nelle stagioni più piovose. Le conversioni biologiche su questi suoli non richiedono cambi radicali di strategia fitosanitaria perché il substrato già lavora contro i patogeni del suolo.

La macerazione sulle bucce della Malvasia Puntinata — pratica che su questa varietà porta tannini fini e riduce l'ossidazione naturale — si è diffusa tra le cantine biologiche della zona, producendo bianchi strutturati che reggono anni di bottiglia. Il Cesanese — varietà rossa laziale — si coltiva sui versanti di Velletri come alternativa al Sangiovese, con espressioni leggere e floreali che i produttori biologici valorizzano con macerazioni brevi e bassa estrazione.

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