Somlo
Il Somló emerge dalla pianura della Transdanubia come un cono isolato di basalto vulcanico, visibile a decine di chilometri di distanza nel paesaggio piatto ungherese a nord-ovest di Veszprém. Questa collina solitaria sale fino a 432 metri di quota da una pianura che raramente supera i 150 metri, creando un microclima autonomo dove i vigneti scendono su tutti i versanti tra i 150 e i 400 metri su basalto e tufo vulcanico. La superficie vitata è piccola — circa 500 ettari — ma la concentrazione di vini con carattere eccezionale rispetto alla dimensione ha reso il Somló un territorio di riferimento per chi cerca l'identità geologica più diretta nella viticoltura ungherese.
La collina è un antico vulcano estinto di origine neogenica, risalente a circa 5-7 milioni di anni fa. Non ci sono altri rilievi di questo tipo nelle immediate vicinanze: il Somló si erge solitario tra le colline dolci del Bakony a est e la pianura transdanubiana a ovest, per cui il flusso d'aria intorno alla collina è diverso da qualsiasi altro microclima ungherese. I vigneti più ambiti si trovano sui versanti settentrionali e orientali, dove il basalto è più compatto e la pendenza più ripida.
Geologia, suoli, clima
Il basalto del Somló è la roccia madre di tutto il sistema: basalto colonnare — solidificato lentamente in colonne verticali — affiora sulle pareti più ripide della collina, drenando rapidamente e cedendo minerali con parsimonia alle viti che vi crescono sopra. Sopra il basalto si depositano strati di tufo vulcanico — più friabile e poroso — e di loess eolico trasportato dal vento. Questa stratificazione crea suoli con carattere diverso a seconda della profondità: la componente basaltica domina nelle radici più profonde, il tufo e il loess caratterizzano lo strato superficiale dove la maggior parte della biologia del suolo si svolge.
Il clima è continentale pannonico con influenza del microclima collinare: la collina crea il proprio sistema di circolazione dell'aria, con brezze ascendenti di giorno e discendenti la notte che differenziano il Somló dalla pianura circostante. Le inversioni termiche autunnali portano nebbia nella pianura mentre la cima resta soleggiata, allungando il ciclo vegetativo. Le precipitazioni — circa 600 mm annui — sono moderate per l'Ungheria, con autunni spesso secchi e soleggiati che favoriscono la concentrazione delle uve.
Storia
Il Somló godeva di una fama straordinaria nell'Europa medievale e moderna: il suo vino — prodotto principalmente da Juhfark, letteralmente "coda di pecora" per la forma del grappolo — era considerato dotato di proprietà medicinali e afrodisiache. La tradizione voleva che le nobildonne della corte degli Asburgo bevessero vino di Somló prima delle notti di nozze per garantire la nascita di un erede maschio; questa leggenda, probabilmente apocrifo ma costante nella documentazione storica, testimonia la reputazione straordinaria di questo piccolo vigneto.
Il regime socialista collettivizza anche il Somló negli anni Cinquanta, ma la piccola superficie e la difficoltà del lavoro manuale su basalto hanno limitato l'industrializzazione rispetto ad altre zone ungheresi. Dopo il 1989 la restituzione delle terre ai vecchi proprietari porta una generazione di piccoli produttori che riscopre le vecchie varietà — soprattutto il Juhfark — e le tecniche di vinificazione tradizionali. Il Somló è diventato negli anni Duemila uno dei territori ungheresi più citati nel circuito del vino naturale internazionale.
Oggi
Il Juhfark — varietà autoctona del Somló, quasi sparita durante il socialismo che preferiva le varietà internazionali produttive — è il simbolo del recupero identitario della collina. Su basalto e tufo produce un bianco con acidità elevatissima, struttura robusta e una mineralità che ricorda lo scisto molto più del suolo calcareo. Le maturazioni sono lente — il Juhfark ha la buccia spessa e la struttura densa — e le vinificazioni tradizionali su questa varietà usano spesso botti di legno antico per affinamenti di anni.
Il basalto del Somló ha una proprietà che i produttori biologici valorizzano: la sua lenta decomposizione crea un suolo povero ma mineralmente ricco, che non risponde bene alle concimazioni chimiche ma si presta bene all'inerbimento spontaneo e alle lavorazioni minime. Le vigne di Hárslevelű e Furmint — varietà che si coltivano anche sul Somló accanto al Juhfark — producono bianchi con struttura molto diversa dalle loro versioni tokaiane, più austeri e meno aromatici, con la firma minerale del basalto dominante sul fruttato.
Diversi produttori lavorano con anfore interrate o con kvevri georgiani per le macerazioni estese del Juhfark, tecnica che aggiunge tannini pellicolare a un vino già strutturato e riduce l'ossidazione naturale senza solfiti aggiuntivi. La piccola scala del Somló — le singole cantine producono spesso poche migliaia di bottiglie — rende queste sperimentazioni tecnicamente possibili senza investimenti industriali.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO SOMLO