Montalcino, Toscana
Il paese di Montalcino occupa un colle di 564 metri che emerge dalla Val d'Orcia come un bastione isolato, visibile a decine di chilometri di distanza nei pomeriggi limpidi. I vigneti si distribuiscono su tutti i versanti della collina e dei rilievi circostanti, scendendo dai 600 metri delle posizioni più alte fino ai 150-200 metri dei fondovalle dove si aprono le piane dell'Ombrone e dell'Orcia. Questa variazione di quota — quasi 450 metri di dislivello all'interno della stessa zona produttiva — crea condizioni climatiche molto diverse tra i vigneti settentrionali più freschi verso Camigliano e quelli meridionali più caldi verso Castelnuovo dell'Abate.
Il massiccio del Monte Amiata a sud-est protegge il territorio dalle perturbazioni meridionali e agisce da punto di condensazione delle nuvole, per cui Montalcino riceve meno pioggia rispetto al Chianti classico pur essendo più a sud. Questa posizione privilegiata — riparata a est dall'Appennino, a sud dall'Amiata, aperta a nord verso la pianura — ha costruito un microclima che consente al Sangiovese Grosso di maturare completamente senza accumulare i livelli di calore tipici della Maremma.
Geologia, suoli, clima
La geologia di Montalcino è quella dell'Appennino toscano meridionale. Il galestro — marne argillose grigio-azzurre che si sgretolano facilmente in scaglie quando vengono esposte all'aria — affiora sui versanti del versante nord e ovest, dove drena rapidamente e produce suoli sottili poveri di sostanza organica. L'alberese — calcare compatto e duro — caratterizza le zone più meridionali e i versanti più esposti al sole, creando suoli più pesanti che trattengono meglio l'umidità. Nelle zone di fondovalle e sui terrazzi fluviali dell'Ombrone i suoli si fanno più sabbiosi e profondi, con composizione alluvionale.
Il clima è mediterraneo continentale, con la specificità di una siccità estiva più intensa rispetto alla media toscana per via dell'effetto schermante dell'Amiata. Le precipitazioni si concentrano in primavera e autunno; luglio e agosto sono quasi completamente asciutti, con temperature che raggiungono i 35 gradi nelle zone più basse. Le notti restano relativamente fresche anche in estate grazie all'altitudine del paese, creando escursioni termiche che rallentano la maturazione del Brunello e consentono di preservare acidità fino alla vendemmia di ottobre e novembre.
Storia
La viticoltura a Montalcino è documentata dall'epoca etrusca e romana: il territorio della Val d'Orcia faceva parte delle grandi proprietà agricole romane che rifornivano le città toscane. Nel Medioevo la Repubblica di Siena controlla Montalcino — l'ultimo baluardo senese cadde ai Medici nel 1559 — e il vino locale circola nelle rotte commerciali della città. La svolta moderna arriva nella seconda metà dell'Ottocento quando Clemente Santi prima, e poi il nipote Ferruccio Biondi-Santi, isolano la varietà Brunello — il Sangiovese Grosso locale — dai vecchi vigneti e la vinificano separatamente come vino di lungo affinamento.
Il riconoscimento ufficiale come denominazione arriva nel 1980, con una delle prime DOCG italiane. Negli anni Ottanta e Novanta arriva un'ondata di investitori esterni — da altre regioni e dall'estero — che trasforma Montalcino da territorio di tradizione familiare a zona di interesse internazionale, portando capitali e tecnologie ma anche stili di vinificazione più interventisti che creano un dibattito sulla fedeltà al territorio.
Oggi
Montalcino vive da vent'anni una tensione costruttiva tra chi produce il Brunello con lunghi affinamenti in botte grande di rovere slavone — seguendo il modello tradizionale che porta in commercio il vino non prima di cinque anni — e chi lavora con barrique e tonneaux su macerazioni più brevi. Questa tensione ha stimolato una riflessione più profonda sul territorio che ha spinto anche verso la viticoltura biologica e verso la valorizzazione delle differenze tra le aree geografiche aggiuntive — Castelnuovo dell'Abate, Camigliano, Villa a Tolli — che identificano zone con caratteristiche diverse all'interno del comprensorio.
Il biologico ha avanzato progressivamente su tutti i versanti, agevolato dalla siccità estiva e dalla ventilazione costante che riduce la pressione fungina nei mesi critici. I versanti di galestro — friabili e ben drenanti — rispondono particolarmente bene all'inerbimento, che stabilizza il suolo contro l'erosione delle piogge primaverili e aumenta la biodiversità microbica nel profilo radicale.
Diversi produttori hanno recuperato negli ultimi vent'anni vecchie selezioni massali di Brunello — materiale vegetale prelevato da vigne storiche del territorio anziché da cloni selezionati — piantando con queste selezioni su nuove parcelle o reinterpretando i vigneti più antichi. Il Rosso di Montalcino, il vino di seconda scelta che esce prima del Brunello, ha trovato interesse come prodotto più leggibile nell'immediato, con diversi produttori che lo curano con la stessa attenzione del vino di punta.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO MONTALCINO, TOSCANA