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Montagna di Reims, Champagne, Francia
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Montagna di Reims, Champagne, Francia

Montagna di Reims, Champagne

La Montagne de Reims non è una vera montagna: è un massiccio boschivo che si alza tra Reims a nord e Épernay a sud, con le vigne che scendono lungo i versanti perimetrali tra i 90 e i 250 metri di quota, attorno a una sommità coperta di boschi di querce e faggi che fa da barriera ai venti freddi. I vigneti si distribuiscono in un arco che circonda il plateau su tutti e quattro i lati, con esposizioni che variano da sud a nord in modo del tutto atipico per la viticoltura europea: i versanti settentrionali di Verzy, Verzenay e Ambonnay producono alcuni dei Pinot Noir più strutturati della Champagne, sfidando la logica dell'esposizione solare.

La particolarità del versante nord si spiega con la morfologia: i boschi del plateau a ridosso trattengono il calore notturno e riducono le gelate primaverili, per cui i vigneti esposti a nord beneficiano di un microclima più stabile rispetto a quello che si potrebbe attendersi. I grandi Grand Crus della sponda settentrionale — Verzenay, Ambonnay, Bouzy — sono sui versanti nord, un'anomalia viticola che caratterizza questa zona rispetto a tutto il resto della Champagne.

Geologia, suoli, clima

Sotto i versanti della Montagne de Reims scende il gesso cretaceo — la craie — formatosi circa 70 milioni di anni fa quando il Bacino parigino era un fondale marino. Questa roccia bianca, porosa e permeabile drena rapidamente l'acqua in eccesso ma la trattiene in profondità nelle sue microfessure, cedendola lentamente alle radici in estate. Le viti scendono spesso a 5-6 metri di profondità nella craie, dove trovano una riserva idrica stabile che le isola parzialmente dagli stress della siccità estiva.

Sopra il gesso si stratificano livelli variabili di sabbia, argilla e marne che differenziano i suoli da versante a versante. I boschi del plateau agiscono come regolatori termici: rallentano il riscaldamento primaverile nei mesi critici e attenuano i geli autunnali, allungando il periodo utile per la maturazione. Il clima è continentale freddo: inverni lunghi, primavere instabili con rischio di gelate tardive, estati brevi ma calde, autunni soleggiati che spesso prolungano la stagione di maturazione fino a ottobre.

Storia

Reims era la città dell'incoronazione dei re di Francia — ben 26 sovrani furono incoronati nella sua cattedrale — e il vino champagne accompagnava questi riti dall'Alto Medioevo. L'abbazia di Saint-Remi e le strutture ecclesiastiche locali sviluppano i vigneti sulla Montagne de Reims tra il IX e il XII secolo. Nel XVIII secolo le grandi Maisons Champenoises si stabiliscono a Reims, usando i vigneti della Montagne come base per i loro cuvées di Pinot Noir.

La tradizione del récoltant-manipulant — il vignaiolo che coltiva le sue uve e le vinifica autonomamente — si afferma nella Montagne de Reims nel corso del Novecento, sviluppando un tessuto di piccoli produttori in parallelo alle grandi Maisons. Il dopoguerra porta la meccanizzazione e la standardizzazione, con le Maisons che controllano la maggior parte della produzione ma i récoltants che mantengono la loro presenza in tutti i principali villaggi.

Oggi

La Montagne de Reims conta il maggior numero di Grand Crus della Champagne — 9 su 17 totali — concentrati sui versanti più precisi dove il gesso affiora più direttamente sotto pochi centimetri di suolo superficiale. Questa concentrazione ha attirato l'attenzione dei récoltants indipendenti che vogliono esprimere la specificità del loro village, in controtendenza rispetto all'assemblaggio intercomunale delle grandi Maisons.

Il biologico e il biodinamico si sono diffusi soprattutto tra i piccoli récoltants dei villaggi del versante sud e ovest — Rilly-la-Montagne, Villedommange, Chamery — dove le parcelle più piccole e i versanti più inclini al lavoro manuale hanno facilitato le conversioni. La craie risponde bene alle pratiche biologiche: il substrato profondo e drenante riduce naturalmente la pressione delle malattie fungine nel suolo, e l'inerbimento tra i filari previene l'erosione dei suoli sabbiosi più sottili.

Il Pinot Nero resta il vitigno dominante, coprendo quasi il 70% della superficie; il Meunier occupa le posizioni più basse e i suoli più argillosi, dove resiste meglio alle gelate primaverili. Il Chardonnay si concentra nei villaggi orientali di Trépail e Villers-Marmery, eccezione bianca in una zona dominata dal nero.

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