A Chamery, Premier Cru della Montagna di Reims, Bastien Pointillart produce principalmente Coteaux Champenois — vini fermi nella terra delle bollicine. Chardonnay e Pinot Nero, vendemmia tardiva, fermentazioni spontanee, nessuna aggiunta.
Chamery non è uno dei nomi che si sentono nelle conversazioni sul grande Champagne — eppure il suolo gessoso su cui crescono le viti di Bastien Pointillart è lo stesso che nutre le parcelle celebrate di altri villaggi della Montagna di Reims. Premier Cru nella classifica ufficiale: uno di quei nomi champagnois che ricorrono nei cataloghi ma non nelle guide turistiche. Siamo nel cuore della Champagne settentrionale, tra le colline calcari che separano la zona dello Chardonnay dalla zona del Pinot Nero, su un sottosuolo di craie — il gesso bianco tipico della regione — che è il fondamento di ogni bottiglia prodotta qui. Le vigne di Bastien Pointillart si distribuiscono intorno a Chamery su questo suolo gessoso, con la parcella des Chaillets (Chardonnay) ai margini del bosco che delimita il territorio del villaggio. L'altitudine e il bosco creano un microclima più fresco rispetto alle zone più basse: maturazione più lenta, acidità preservata, aromi costruiti con pazienza. La Montagna di Reims non ha il glamour dei grand cru della Côte des Blancs, ma ha un carattere proprio — più terroso, più vinoso — che si esprime in modo diverso a seconda della varietà e dell'esposizione di ogni singolo vigneto.
Bastien Pointillart appartiene a una generazione di vignerons champenois che ha scelto di fare una cosa controcorrente: mettere i vini fermi al centro del lavoro, in una regione che è sinonimo mondiale di bollicine. La sua risposta alla domanda sul perché non produce Champagne è semplice: voleva fare i vini che ama bere, fare il vino semplicemente. Per fare Champagne bisogna aggiungere il remuage, il dégorgement, tutto diventa più complicato. Così ha scelto i Coteaux Champenois — l'appellation dei vini fermi champagnois — come terreno principale di lavoro. Una scelta anomala ma non isolata: Chamery ha un suo piccolo salon chiamato Chamery Circus dove i produttori del villaggio si presentano non con i loro Champagne ma solo con i Coteaux, per far conoscere il territorio in modo diverso. Bastien è parte di questo fermento. A fianco del vino coltiva il sogno di produrre il proprio pane con cereali locali: vigneron a mezza via, figlio di una generazione che non vuole essere prigioniera del proprio lavoro.
Bastien coltiva Chardonnay e Pinot Nero nelle parcelle di Chamery. La vendemmia avviene più tardi rispetto alla media dei produttori della zona — scelta necessaria per produrre vini fermi interessanti da un territorio settentrionale dove la maturazione fisiologica richiede tempo. La limitazione delle rese e il cambiamento climatico in corso (che ha alzato i livelli di maturazione medi nell'ultimo decennio) rendono possibile ciò che vent'anni fa sarebbe stato difficile: Coteaux Champenois con struttura e complessità reale. In cantina Bastien lavora senza aggiunte, con fermentazioni spontanee e senza lieviti selezionati. I vini sono naturali, non filtrati, possono contenere depositi di sedimento. Alcune cuvée prevedono macerazioni sulle bucce anche per i bianchi. I risultati variano per stile a seconda dell'annata: dall'etereo e fruttato al più saporito e strutturato.
"<p>La <strong>Montagne de Reims</strong> non è una vera montagna: è un massiccio boschivo che si alza tra <strong>Reims</strong> a nord e <strong>Épernay</strong> a sud, con le vigne che scendono lungo i versanti perimetrali tra i <strong>90 e i 250 metri</strong> di quota, attorno a una sommità coperta di boschi di querce e faggi che fa da barriera ai venti freddi. I vigneti si distribuiscono in un arco che circonda il plateau su tutti e quattro i lati, con esposizioni che variano da sud a nord in modo del tutto atipico per la viticoltura europea: i versanti settentrionali di <strong>Verzy, Verzenay e Ambonnay</strong> producono alcuni dei Pinot Noir più strutturati della Champagne, sfidando la logica dell'esposizione solare.<br><br>La particolarità del versante nord si spiega con la morfologia: i boschi del plateau a ridosso trattengono il calore notturno e riducono le gelate primaverili, per cui i vigneti esposti a nord beneficiano di un microclima più stabile rispetto a quello che si potrebbe attendersi. I grandi <strong>Grand Crus</strong> della sponda settentrionale — <strong>Verzenay, Ambonnay, Bouzy</strong> — sono sui versanti nord, un'anomalia viticola che caratterizza questa zona rispetto a tutto il resto della Champagne.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>Sotto i versanti della Montagne de Reims scende il <strong>gesso cretaceo</strong> — la <strong>craie</strong> — formatosi circa <strong>70 milioni di anni fa</strong> quando il Bacino parigino era un fondale marino. Questa roccia bianca, porosa e permeabile drena rapidamente l'acqua in eccesso ma la trattiene in profondità nelle sue microfessure, cedendola lentamente alle radici in estate. Le viti scendono spesso a 5-6 metri di profondità nella craie, dove trovano una riserva idrica stabile che le isola parzialmente dagli stress della siccità estiva.<br><br>Sopra il gesso si stratificano livelli variabili di <strong>sabbia, argilla e marne</strong> che differenziano i suoli da versante a versante. I boschi del plateau agiscono come <strong>regolatori termici</strong>: rallentano il riscaldamento primaverile nei mesi critici e attenuano i geli autunnali, allungando il periodo utile per la maturazione. Il clima è <strong>continentale freddo</strong>: inverni lunghi, primavere instabili con rischio di <strong>gelate tardive</strong>, estati brevi ma calde, autunni soleggiati che spesso prolungano la stagione di maturazione fino a ottobre.</p><h3>Storia</h3><p><strong>Reims</strong> era la città dell'incoronazione dei re di Francia — ben <strong>26 sovrani</strong> furono incoronati nella sua cattedrale — e il vino champagne accompagnava questi riti dall'Alto Medioevo. L'abbazia di Saint-Remi e le strutture ecclesiastiche locali sviluppano i vigneti sulla Montagne de Reims tra il IX e il XII secolo. Nel XVIII secolo le grandi Maisons Champenoises si stabiliscono a Reims, usando i vigneti della Montagne come base per i loro <strong>cuvées di Pinot Noir</strong>.<br><br>La tradizione del <strong>récoltant-manipulant</strong> — il vignaiolo che coltiva le sue uve e le vinifica autonomamente — si afferma nella Montagne de Reims nel corso del Novecento, sviluppando un tessuto di piccoli produttori in parallelo alle grandi Maisons. Il dopoguerra porta la meccanizzazione e la standardizzazione, con le Maisons che controllano la maggior parte della produzione ma i récoltants che mantengono la loro presenza in tutti i principali villaggi.</p><h3>Oggi</h3><p>La Montagne de Reims conta il <strong>maggior numero di Grand Crus</strong> della Champagne — 9 su 17 totali — concentrati sui versanti più precisi dove il gesso affiora più direttamente sotto pochi centimetri di suolo superficiale. Questa concentrazione ha attirato l'attenzione dei <strong>récoltants indipendenti</strong> che vogliono esprimere la specificità del loro village, in controtendenza rispetto all'assemblaggio intercomunale delle grandi Maisons.<br><br>Il <strong>biologico e il biodinamico</strong> si sono diffusi soprattutto tra i piccoli récoltants dei villaggi del versante sud e ovest — <strong>Rilly-la-Montagne, Villedommange, Chamery</strong> — dove le parcelle più piccole e i versanti più inclini al lavoro manuale hanno facilitato le conversioni. La craie risponde bene alle pratiche biologiche: il substrato profondo e drenante riduce naturalmente la pressione delle malattie fungine nel suolo, e l'<strong>inerbimento</strong> tra i filari previene l'erosione dei suoli sabbiosi più sottili.<br><br>Il <strong>Pinot Nero</strong> resta il vitigno dominante, coprendo quasi il <strong>70% della superficie</strong>; il <strong>Meunier</strong> occupa le posizioni più basse e i suoli più argillosi, dove resiste meglio alle gelate primaverili. Il <strong>Chardonnay</strong> si concentra nei villaggi orientali di Trépail e Villers-Marmery, eccezione bianca in una zona dominata dal nero.</p>"