Marsala, Sicilia
La punta estrema occidentale della Sicilia si apre sul Canale di Sicilia davanti alle Isole Egadi, in un paesaggio quasi pianeggiante dove la vite si distende su un altopiano calcareo che scende gradualmente al mare da nord a sud. La città di Marsala occupa il punto più avanzato verso ovest, e intorno a lei i vigneti si alternano agli oliveti e alle saline che costeggiano la laguna. Non ci sono rilievi significativi — il territorio raramente supera i 100 metri — ma la morfologia aperta consente ai venti dal Mediterraneo di attraversare le vigne senza ostacoli, modificando il microclima in modo costante.
L'hinterland di Marsala si estende verso nord verso Trapani e verso est verso Alcamo, coprendo la zona occidentale della Sicilia in un continuum di colture miste dove la vite ha sempre condiviso lo spazio con il grano. La fascia costiera è piatta, con i vigneti più vicini al mare esposti all'umidità salina delle brezze; quelli più interni, a qualche chilometro dalla costa, trovano condizioni leggermente più secche e soleggiate.
Geologia, suoli, clima
La piattaforma calcarea che forma l'altopiano dell'estremo ovest siciliano è la base geologica di tutto il comprensorio. I suoli sono calcareo-argillosi, compatti nelle zone più basse, più friabili e drenanti sui versanti lievemente inclinati verso il mare. La terra rossastra — il tipico suolo ferallittico della Sicilia occidentale ricco di ossidi di ferro — copre lo strato superficiale nelle zone più elevate; nelle pianure costiere l'argilla si mescola con sabbie e lievi depositi marini.
Il clima è tra i più caldi e asciutti d'Italia: l'estate è praticamente priva di piogge da giugno ad agosto, con temperature che superano i 35-38 gradi nelle ore centrali. Lo scirocco da sud-est porta ondate di calore secco dall'Africa tra agosto e settembre, accelerando la maturazione nelle settimane prima della vendemmia. L'umidità marina delle brezze attutisce le punte più estreme, ma non raffresca: funziona piuttosto come moderatore notturno, rallentando il raffreddamento e mantenendo temperature miti anche di notte.
Storia
La viticoltura nell'area risale alle colonie fenicia e punica che dominarono la Sicilia occidentale prima della conquista romana: Mozia — sull'isola nello stagno di Marsala — era una città fenicia con produzione vinicola documentata. I Romani ereditano e ampliano la produzione. La dominazione araba dal IX all'XI secolo rallenta la produzione vinicola ma non la elimina; dopo la Reconquista normanna la vite riprende spazio.
La storia moderna del Marsala parte dal 1796, quando il commerciante inglese John Woodhouse, sorpreso da una tempesta nel porto di Marsala, aggiunge acquavite al vino locale per stabilizzarlo per i lunghi viaggi in mare. Il prodotto ha successo, e il modello del vino liquoroso da Grillo, Catarratto e Inzolia con aggiunta di mosto concentrato e alcol diventa il sistema produttivo dominante per quasi due secoli, legando il nome di Marsala al vino da cucina nella percezione comune del Novecento.
Oggi
La reazione all'identificazione di Marsala con il vino da cucina ha spinto diversi produttori verso la valorizzazione dei vitigni locali come vini da tavola secchi. Il Grillo — incrocio naturale tra Catarratto e Zibibbo documentato nell'Ottocento — produce bianchi di buona struttura su questi suoli calcarei, con profilo che nulla ha a che fare con i vini liquorosi del passato; la buccia spessa resiste alle temperature estreme senza perdere freschezza.
L'alberello trapanese — sistema di allevamento a ceppo basso senza sostegni, adattato all'aridità — sopravvive in molti vigneti della zona, compresi alcuni con viti di 50-60 anni su piede franco in suoli sabbiosi che la fillossera non ha toccato. Chi mantiene l'alberello lavora necessariamente a mano, e questa condizione strutturale ha favorito conversioni al biologico: la siccità estiva rende i trattamenti anticrittogamici quasi superflui da giugno in poi, e l'aria costante delle brezze marine asciuga le vigne rapidamente nelle fasi più a rischio in primavera.
Lo Zibibbo — il Moscato di Alessandria — resiste in piccoli appezzamenti sulle zone costiere più calde, dove viene vinificato sia in versione secca sia in versione passita con appassimento delle uve su graticci al sole. Il Catarratto, varietà dominante per superficie in tutta la Sicilia occidentale, trova qui espressioni più marine e sapide rispetto all'interno dell'isola.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO MARSALA, SICILIA
"<p>Tra <strong>Marsala</strong> e <strong>Mazara del Vallo</strong>, le famiglie <strong>Portelli-Puleo</strong> e <strong>Angileri</strong> uniscono <strong>7 ettari</strong> in nove parcelle di viti <strong>centenarie</strong>. L'enologo <strong>Vincenzo Angileri</strong> guida. Alberello, biologico. <strong>Grillo, Catarratto, Nero d'Avola</strong>.</p>"
Palermo
Viteadovest
"<p>Nelle <strong>Terre di Marsala</strong>, <strong>Leonardo Angileri</strong> coltiva vigne ad <strong>alberello</strong> affacciate sul mare. Biologico, fermentazioni spontanee, macerazioni brevi. Progetto della famiglia <strong>Angileri</strong>, la stessa di <strong>Viteadovest</strong>. Dal <strong>2019</strong>.</p>"
Trapani
Istinto Naturale