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Côte de Nuits, Borgogna, Francia

Côte de Nuits, Borgogna

La Côte de Nuits è la metà settentrionale della Côte d'Or, che scende da Marsannay-la-Côte appena a sud di Digione fino a Corgoloin, dove inizia la Côte de Beaune. È una striscia di terra di circa 22 chilometri di lunghezza su un fronte che raramente supera i due chilometri di larghezza, orientato da nord-ovest a sud-est verso la pianura della Saona. Su questo territorio ristretto si concentra la più alta densità di vigneti di eccellenza mondiale — in nessuna altra zona una superficie così piccola ospita così tanti Grand Crus.

I grandi comuni viticoli si susseguono: Gevrey-Chambertin, Morey-Saint-Denis, Chambolle-Musigny, Vougeot, Vosne-Romanée, Nuits-Saint-Georges. Ognuno ha una personalità riconoscibile costruita su secoli di osservazione del Pinot Nero: più austero e potente a Gevrey, più floreale e aereo a Chambolle, più vellutato e complesso a Vosne.

Geologia, suoli, clima

La geologia è quella di una cuesta — morfologia creata da un fronte di rocce calcaree che degrada da ovest a est, con i calcari duri in sommità e le marne morbide sul versante. I suoli del versante mediano — dove si concentrano i Grand Crus — sono un mix di ghiaie calcaree, argille rosse residuali e limo; la composizione varia a ogni pochi metri di quota, spiegando come parcelle adiacenti producano vini radicalmente diversi. Il calcare è prevalentemente giurassico, formatosi tra 150 e 170 milioni di anni fa; gli oolithe calcarei bianchi dominano nella parte alta del versante, le marne argilllose nella parte bassa.

Il clima è continentale: inverni freddi, estati calde, autunni prolungati. La grandine è un rischio concreto in estate, e le gelate primaverili possono colpire i vigneti esposti a est nelle notti senza vento.

Storia

La viticoltura nella Côte de Nuits è di origine romana: Nuits-Saint-Georges era un importante centro di scambi sulla Via Agrippa, e la vite era già coltivata su questi versanti in epoca imperiale. La svolta decisiva arriva nel Medioevo con i monaci cistercensi dell'abbazia di Cîteaux — fondata nel 1098 — che si dedicano all'osservazione sistematica dei diversi terroir e alla vinificazione parcella per parcella. L'idea del climat — parcella con nome proprio e carattere individuale riconoscibile — nasce da questa pratica monastica.

La Rivoluzione Francese porta la confisca e l'asta dei beni monastici e nobiliari, frammentando i grandi domaines in centinaia di piccole proprietà. Le leggi ereditarie napoleoniche ulteriormente dividono i vigneti: questa frammentazione ha creato la complessità del sistema borgognono attuale, dove lo stesso climat può avere decine di proprietari.

Oggi

La Côte de Nuits ha un sistema di classificazione tra i più complessi al mondo: 24 Grands Crus, tra cui Chambertin, Musigny, Clos Vougeot, Richebourg, La Tâche, ognuno con caratteristiche di suolo e clima codificate da secoli di osservazione e codificate nel sistema AOC.

La biodinamica si è diffusa a partire dagli anni Novanta, adottata da alcuni dei domaines più storici. Il lavoro del suolo con i cavalli — per evitare la compattazione dei trattori — è praticato da diversi produttori dei Grands Crus, dove ogni centimetro di suolo è considerato prezioso. Le fermentazioni con lieviti indigeni e la riduzione dei solfiti sono diventate pratiche condivise da una parte importante dei produttori, anche se la maggioranza lavora con metodi convenzionali.

Le pressioni economiche sono enormi: i prezzi delle uve e dei vini sono tra i più alti al mondo, creando incentivi sia verso la qualità sia verso la massimizzazione della resa — tensione permanente che attraversa l'intera zona.

I produttori che lavorano in biodinamica seguono il calendario lunare per potature, trattamenti e raccolta, usando le preparazioni 500 e 501 — cornoletame e cornosilice — per stimolare la vita del suolo e irrobustire la cuticola fogliare. Sui versanti dove ogni metro quadrato vale più che in qualsiasi altra vigna al mondo, ogni scelta tecnica porta con sé un peso economico enorme che condiziona sia le conversioni sia la permanenza dei giovani nel settore.

La vendemmia manuale è la norma per tutta la Côte de Nuits; i tri multipli — passaggi selettivi per raccogliere solo le uve al momento ottimale — richiedono nelle annate complesse tre o quattro giri nello stesso vigneto. Questa logistica intensiva rende impossibile la produzione su larga scala, preservando la struttura di piccole proprietà artigianali che è rimasta sostanzialmente invariata dalla Rivoluzione Francese in poi — la frammentazione imposta due secoli fa è diventata il vincolo strutturale che tiene il territorio lontano dall'industrializzazione.

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