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Collio Goriziano e Brda, Italia, Slovenia
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Collio Goriziano e Brda, Italia, Slovenia

Collio Goriziano e Brda

Il Collio Goriziano e il suo gemello sloveno Brda — entrambi derivati dalla parola che in friulano e in sloveno significa semplicemente «colline» — formano un unico sistema collinare nella parte nord-occidentale della provincia di Gorizia, interrotto solo da un confine di stato che attraversa il paesaggio senza che la geografia se ne accorga. A ovest il comprensorio è delimitato dal fiume Isonzo, a est si estende oltre il confine italiano nel territorio di Goriška Brda in Slovenia. Le colline si alzano dolcemente tra i 50 e i 350 metri, con versanti esposti prevalentemente a sud e sud-est verso la pianura friulana.

È uno dei paesaggi vitivinicoli più coesi d'Europa: un mosaico di vigneti, frutteti e boschi su colline arrotondate dove la diversità ampelografica è straordinaria — varietà autoctone e internazionali convivono su una superficie che non raggiunge i cento chilometri quadrati, divisa a metà da una frontiera.

Geologia, suoli, clima

La geologia è quella del flysch dell'Eocene: la cosiddetta ponca — in friulano — o opoka in sloveno — è una successione alternata di strati di marna calcarea e arenaria friabile depositata in ambiente marino profondo 40-50 milioni di anni fa. Questa struttura a millefoglie geologica si sgretola facilmente all'aria e all'acqua, creando un suolo friabile e ben drenante che si scalda rapidamente in primavera. Le radici della vite seguono gli strati più morbidi della marna, penetrando in profondità.

Il clima è di transizione sub-mediterranea: l'Adriatico, a circa 30 chilometri, mitiga le temperature con brezze secche da sud; le Alpi Giulie a nord proteggono dai venti freddi più estremi. Le precipitazioni sono abbondanti — circa 1400-1600 mm annui — ma il drenaggio rapido della ponca evita ristagni. Le escursioni termiche autunnali favoriscono la maturazione lenta e l'accumulo di aromi.

Storia

Il Collio ha una storia vitivinicola valorizzata in epoca asburgica, quando faceva parte dell'Impero austro-ungarico e i vini del Collio erano apprezzati a Trieste e a Gorizia. Dopo la Prima Guerra Mondiale il confine trasforma la zona in territorio di frontiera italiana; dopo la Seconda il confine si sposta ancora dividendo il Collio dalla Brda slovena, tagliando a metà proprietà e famiglie. La DOC Collio viene istituita nel 1968, tra le prime in Italia.

La Ribolla Gialla — varietà bianca autoctona di origine probabilmente medievale — viene riscoperta e valorizzata come simbolo dell'identità locale. Tra gli anni Settanta e Ottanta alcuni produttori iniziano a sperimentare con macerazioni prolungate sulle bucce per i bianchi, pratica che sarà poi associata internazionalmente al Collio e al Brda.

Oggi

I bianchi macerati — skin contact wines, vini ramati — hanno trovato nel Collio e nella Brda uno dei loro territori di riferimento mondiale. La Ribolla Gialla, con l'alta acidità naturale e le bucce spesse, si presta particolarmente alle macerazioni lunghe che possono durare da pochi giorni a diversi mesi: il vino emerge con colore ambrato, tannini percettibili e complessità aromatica lontana dalla versione bianca convenzionale.

La ponca ha un ruolo centrale in questa tradizione: il suolo friabile e ben drenante produce uve con acidità alta e mineralità che emerge chiaramente nei vini non interventisti. Il biologico e il biodinamico si sono diffusi in modo significativo, con diversi produttori che hanno abbandonato erbicidi e pesticidi di sintesi nel corso degli anni Novanta e Duemila, spesso in parallelo con il ritorno alle pratiche tradizionali in cantina.

Con l'apertura dei confini nell'era Schengen, le collaborazioni tra produttori dei due lati si sono intensificate, rendendo il Collio/Brda un sistema produttivo sempre più integrato, anche se le normative delle denominazioni rimangono separate.

La Friulano — varietà bianca che i locali continuano a chiamare Tocai — occupa ancora una parte significativa dei vigneti del Collio su entrambi i lati del confine: su ponca esprime un profilo che va dall'erbaceo fresco al mandorlato secondo l'annata e la posizione, con una sapidità persistente che emerge chiaramente nelle versioni senza chiarificazione. Le macerazioni sulle bucce per il Friulano — più brevi rispetto alla Ribolla — si sono diffuse come modo di aggiungere struttura senza coprire il profilo varietale con il legno, producendo bianchi con colore paglierino intenso e tannini fini che tengono benissimo tre o quattro anni di bottiglia.

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