A Plešivo, nel Brda/Collio Goriziano, Andrej Kristancic coltiva 5,5 ettari su ponca: il 60% in Collio italiano, il 40% nel Brda sloveno. Biologico, microclima mediterraneo. Ribolla Gialla, Tocai Friulano, Malvasia.
La linea di confine tra Collio italiano e Brda sloveno attraversa vigneti, sentieri e strade rurali senza quasi segnalazioni. Andrej Kristancic, con base a Plešivo, coltiva su entrambi i versanti e spesso non si accorge quando supera la frontiera mentre lavora le vigne. La linea di confine che divide il Brda sloveno dal Collio italiano è tracciata attraverso vigneti, colline e strade rurali — e spesso è invisibile al viticoltore che lavora le parcelle su entrambi i versanti. Questo è il caso di Andrej Kristancic, che gestisce 5,5 ettari di cui il 60% ricade nel Collio italiano e il restante 40% nel Brda sloveno. Il suolo è lo stesso: la ponca (come si chiama in dialetto locale) o opoka (in sloveno), alternanza di marne e arenarie che si sgretola facilmente e offre alle radici un substrato drenante e minerale. Il microclima nasce dall'incontro di due masse d'aria: il calore dell'Adriatico che risale da sud-ovest e i venti freddi che scendono dalle Alpi Giulie. L'equilibrio tra calore e freschezza crea condizioni ideali per i vini bianchi, che crescono con struttura e mineralità.
Andrej Kristancic, di origine slovena, gestisce la cantina Nando con la consapevolezza di lavorare in uno dei territori più interessanti d'Europa per i vini bianchi. Il Collio e il Brda sono stati negli ultimi trent'anni il laboratorio internazionale per i vini bianchi da macerazione sulle bucce — orange wine — grazie al lavoro di produttori come Stanko Radikon, Josko Gravner e altri. Andrej si inserisce in questo contesto con un approccio organico e attento al territorio. Il nome «Nando» richiama la dimensione familiare e artigianale del progetto: non una denominazione aziendale anonima, ma un nome proprio, diretto.
I vigneti di Nando si trovano tra 100 e 200 metri di altitudine. Le varietà coltivate comprendono le tradizionali del Collio e del Brda: Ribolla Gialla, Tocai Friulano e Malvasia per i bianchi locali, con presenza di Chardonnay e Sauvignon Blanc per le varietà internazionali; Cabernet Sauvignon e Merlot per i rossi. Andrej gestisce la vigna in biologico. In cantina i lieviti indigeni avviano naturalmente la fermentazione; i vini bianchi vengono elaborati con diversi gradi di contatto con le bucce a seconda della varietà. L'imbottigliamento avviene senza filtrazioni aggressive. Il risultato è un vino bianco bilanciato, strutturato e minerale, che Andrej descrive come espressione del potenziale nascosto di questo territorio. L'imbottigliamento avviene senza filtrazioni aggressive, e il vino che ne risulta porta nel bicchiere la specificità minerale della ponca di questo angolo di confine. Il nome «Nando» rimanda alla dimensione familiare e artigianale del progetto: non una denominazione aziendale anonima, ma un nome proprio, diretto, che porta con sé la semplicità di chi lavora per amore del territorio.
"<p>Il <strong>Collio Goriziano</strong> e il suo gemello sloveno <strong>Brda</strong> — entrambi derivati dalla parola che in friulano e in sloveno significa semplicemente «colline» — formano un unico sistema collinare nella parte nord-occidentale della provincia di <strong>Gorizia</strong>, interrotto solo da un confine di stato che attraversa il paesaggio senza che la geografia se ne accorga. A ovest il comprensorio è delimitato dal fiume <strong>Isonzo</strong>, a est si estende oltre il confine italiano nel territorio di <strong>Goriška Brda</strong> in Slovenia. Le colline si alzano dolcemente tra i <strong>50 e i 350 metri</strong>, con versanti esposti prevalentemente a sud e sud-est verso la pianura friulana.<br><br>È uno dei paesaggi vitivinicoli più coesi d'Europa: un mosaico di vigneti, frutteti e boschi su colline arrotondate dove la diversità ampelografica è straordinaria — varietà autoctone e internazionali convivono su una superficie che non raggiunge i cento chilometri quadrati, divisa a metà da una frontiera.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>La geologia è quella del <strong>flysch dell'Eocene</strong>: la cosiddetta <strong>ponca</strong> — in friulano — o <em>opoka</em> in sloveno — è una successione alternata di strati di <strong>marna calcarea e arenaria friabile</strong> depositata in ambiente marino profondo <strong>40-50 milioni di anni fa</strong>. Questa struttura a millefoglie geologica si sgretola facilmente all'aria e all'acqua, creando un suolo friabile e ben drenante che si scalda rapidamente in primavera. Le radici della vite seguono gli strati più morbidi della marna, penetrando in profondità.<br><br>Il clima è di transizione <strong>sub-mediterranea</strong>: l'<strong>Adriatico</strong>, a circa 30 chilometri, mitiga le temperature con brezze secche da sud; le Alpi Giulie a nord proteggono dai venti freddi più estremi. Le precipitazioni sono abbondanti — circa <strong>1400-1600 mm annui</strong> — ma il drenaggio rapido della ponca evita ristagni. Le escursioni termiche autunnali favoriscono la maturazione lenta e l'accumulo di aromi.</p><h3>Storia</h3><p>Il Collio ha una storia vitivinicola valorizzata in epoca <strong>asburgica</strong>, quando faceva parte dell'Impero austro-ungarico e i vini del Collio erano apprezzati a <strong>Trieste e a Gorizia</strong>. Dopo la Prima Guerra Mondiale il confine trasforma la zona in territorio di frontiera italiana; dopo la Seconda il confine si sposta ancora dividendo il Collio dalla Brda slovena, tagliando a metà proprietà e famiglie. La <strong>DOC Collio</strong> viene istituita nel <strong>1968</strong>, tra le prime in Italia.<br><br>La <strong>Ribolla Gialla</strong> — varietà bianca autoctona di origine probabilmente medievale — viene riscoperta e valorizzata come simbolo dell'identità locale. Tra gli <strong>anni Settanta e Ottanta</strong> alcuni produttori iniziano a sperimentare con macerazioni prolungate sulle bucce per i bianchi, pratica che sarà poi associata internazionalmente al Collio e al Brda.</p><h3>Oggi</h3><p>I <strong>bianchi macerati</strong> — skin contact wines, vini ramati — hanno trovato nel Collio e nella Brda uno dei loro territori di riferimento mondiale. La <strong>Ribolla Gialla</strong>, con l'alta acidità naturale e le bucce spesse, si presta particolarmente alle macerazioni lunghe che possono durare da pochi giorni a diversi mesi: il vino emerge con colore <strong>ambrato</strong>, tannini percettibili e complessità aromatica lontana dalla versione bianca convenzionale.<br><br>La <strong>ponca</strong> ha un ruolo centrale in questa tradizione: il suolo friabile e ben drenante produce uve con acidità alta e mineralità che emerge chiaramente nei vini non interventisti. Il <strong>biologico e il biodinamico</strong> si sono diffusi in modo significativo, con diversi produttori che hanno abbandonato erbicidi e pesticidi di sintesi nel corso degli <strong>anni Novanta e Duemila</strong>, spesso in parallelo con il ritorno alle pratiche tradizionali in cantina.<br><br>Con l'apertura dei confini nell'era <strong>Schengen</strong>, le collaborazioni tra produttori dei due lati si sono intensificate, rendendo il Collio/Brda un sistema produttivo sempre più integrato, anche se le normative delle denominazioni rimangono separate.<br><br>La <strong>Friulano</strong> — varietà bianca che i locali continuano a chiamare Tocai — occupa ancora una parte significativa dei vigneti del Collio su entrambi i lati del confine: su ponca esprime un profilo che va dall'erbaceo fresco al mandorlato secondo l'annata e la posizione, con una sapidità persistente che emerge chiaramente nelle versioni senza chiarificazione. Le macerazioni sulle bucce per il Friulano — più brevi rispetto alla Ribolla — si sono diffuse come modo di aggiungere struttura senza coprire il profilo varietale con il legno, producendo bianchi con colore paglierino intenso e tannini fini che tengono benissimo tre o quattro anni di bottiglia.</p>"
Collio Goriziano e Brda
I PRODUTTORI DEL COLLIO/BRDA
"A Snežatno, nel Goriška Brda sloveno, Janko e Tamara Štekar coltivano 5 ettari tramandati da generazioni. Prima agrituristica della regione, dal 1986. Biologico. Rebula, Malvazija, Pinot Grigio, Merlot."
Brda, Collio Goriziano, Gorizia, Slovenia
Kmetija Štekar
"A Gorizia, sul confine italo-sloveno, Luca Dellisanti — genetista di formazione, radici bilingui — lascia la ricerca nel Regno Unito per tornare a coltivare nel Collio. Con l'amico Davide fonda Okús («gusto» in sloveno)."
Collio e Isonzo, Friuli Venezia-Giulia, Gorizia, Italia