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Burgenland, Austria, Austria

Burgenland, Austria

Il Burgenland è la regione più orientale dell'Austria, al confine con l'Ungheria, e deve il suo nome agli antichi «Burgen» — i castelli medievali — che punteggiavano questa fascia di pianura pannonica. Il paesaggio viticolo è organizzato attorno al Neusiedlersee, un lago vastissimo e pochissimo profondo — quasi 315 km² di superficie con raramente più di un metro e mezzo d'acqua — che modifica radicalmente il microclima delle zone circostanti. I vigneti si estendono in un arco attorno al lago su terreni piatti o debolmente ondulati, con quote raramente superiori ai 200 metri.

La regione si divide in quattro zone viticole principali: il Neusiedlersee sulla sponda est del lago, il Neusiedlersee-Hügelland sulla sponda ovest e sui primi contrafforti collinari, il Mittelburgenland più a sud senza l'influenza diretta del lago, e il Südburgenland ancora più a sud verso il confine sloveno. Ognuna ha caratteristiche di suolo e di produzione distinte.

Geologia, suoli, clima

I suoli del Burgenland variano considerevolmente tra le zone. Intorno al lago, sul lato est nel Seewinkel, si estende una pianura di suoli sabbiosi e limosi con intercalazioni di argilla, piatti e con tratti leggermente salini per la prossimità del lago. Sul lato ovest, nel Neusiedlersee-Hügelland, le colline portano suoli su argille, ghiaie e calcari; verso Rust i suoli si fanno più profondi con forte componente argillosa. Nel Mittelburgenland — cuore della produzione di Blaufränkisch — i suoli sono argillosi e ricchi di ferro, spesso rossastri.

Il microclima del lago è fondamentale: le nebbie autunnali dense favoriscono la Botrytis cinerea sulle uve tardive, condizione alla base dei grandi vini dolci della zona. Il clima è continentale caldo, con estati lunghe e calde, autunni miti e prolungati. Le precipitazioni sono basse — intorno ai 600 mm annui — e concentrate in primavera e inizio estate.

Storia

La viticoltura nel Burgenland risale all'epoca romana: la via dell'ambra — che collegava il Baltico all'Adriatico — passava da questa zona, e le ville rustiche romane producevano vino per le guarnigioni. Nel Medioevo la città di Rust ottiene nel 1681 il privilegio imperiale di timbrare i propri barili con la lettera R, riconoscimento ufficiale della qualità del suo Ausbruch — il vino dolce prodotto da uve botritizzate.

Il confine storico tra Austria e Ungheria ha segnato questa zona: il Burgenland appartiene all'Austria solo dal 1921, quando passa dall'Ungheria in seguito a un plebiscito post-bellico. La tradizione vinicola ungherese — con vitigni come il Blaufränkisch, chiamato Kékfrankos in ungherese — si mescola con quella austriaca. Il Burgenland rimane a lungo una zona di produzione di massa prima della rivalutazione avviata negli anni Ottanta.

Oggi

La trasformazione del Burgenland in una delle zone più dinamiche dell'Austria è avvenuta dagli anni Ottanta in poi, quando diversi produttori hanno iniziato a valorizzare il Blaufränkisch come vitigno da vino rosso strutturato e longevo. Questo processo si è accompagnato a conversioni biologiche e biodinamiche, soprattutto nelle aziende più piccole sulle colline del Neusiedlersee-Hügelland.

Il Mittelburgenland è diventato il riferimento per il Blaufränkisch in purezza: i suoli argillosi e ferruginosi danno struttura tannica decisa, e diversi produttori lavorano con macerazioni lunghe, lieviti indigeni e riduzione progressiva del legno piccolo. Le pratiche biologiche si sono diffuse specialmente nei vigneti su pendio collinare, dove la morfologia rende già complicata la meccanizzazione pesante.

La produzione dei vini dolci — Ausbruch di Rust, Trockenbeerenauslese e Beerenauslese — resta una specialità locale legata alle nebbie autunnali del lago, ma è una produzione di nicchia affiancata da una domanda crescente per i rossi strutturati e per i bianchi secchi da Welschriesling e Chardonnay.

La città di Rust — con il suo statuto di città libera del vino risalente al XVII secolo — mantiene una tradizione di vini dolci da Ausbruch, ottenuti da uve botritizzate raccolte grappolo per grappolo nelle nebbie autunnali del Neusiedlersee. Questo vino storico, meno noto del Tokaj ma prodotto con metodi analoghi, testimonia come il lago abbia plasmato la viticoltura della riva occidentale ben prima che i rossi strutturati diventassero il prodotto principale della regione.

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