Beaujolais, Francia
I vigneti del Beaujolais scendono dalle colline del Massiccio Centrale verso la pianura della Saona, tra Lione a sud e Mâcon a nord, in una striscia lunga circa 55 chilometri e larga 15. Il territorio si divide in due zone distinte: a nord i rilievi granitici dei dieci Cru, dove le colline raggiungono i 600 metri e i versanti sono ripidi e scoscesi con esposizioni prevalentemente a est e sud-est; a sud il Beaujolais pianeggiante, con suoli argillo-calcarei a quote tra i 150 e i 250 metri. Il confine tra le due zone si percepisce nella roccia: dove la terra diventa scura e granitica, cominciano i Cru.
La Saona scorre a est e il fiume Ardières taglia il territorio in direzione est-ovest, aprendo la principale vallata di collegamento. I versanti esposti a est e sud-est sui rilievi settentrionali sono i più vitati, mentre i crinali più alti restano coperti da boschi di querce che si alternano ai vigneti.
Geologia, suoli, clima
Nel Beaujolais settentrionale — la zona dei Cru da Moulin-à-Vent a Saint-Amour — il granito è la roccia dominante. Affiora beige-grigiastro e si decompone in sabbie granitiche quarzose che drenano rapidamente e sono povere di nutrienti, costringendo le radici del Gamay a scendere in profondità. Il porfido e gli scisti compaiono a tratti, variando la composizione da un versante all'altro; il manganese è presente in quantità significative su alcuni vigneti di Moulin-à-Vent, dove il suolo assume una tonalità blu-violacea caratteristica.
Nel Beaujolais meridionale i calcari dorati del Giurassico sostituiscono il granito: suoli più pesanti e argillosi che trattengono bene l'acqua. Il clima è continentale nella parte nord, con influenze mediterranee che crescono scendendo verso Lione. Le estati sono calde e asciutte, con temporali violenti che possono portare grandine nei mesi di luglio e agosto. Le escursioni termiche autunnali sono marcate, specialmente nelle zone alte dei Cru.
Storia
La viticoltura nel Beaujolais affonda le radici nell'epoca romana — il nome della regione ricorda il vicus romano di Bellum Iacum — ma la svolta decisiva arriva nel Medioevo, quando i monaci benedettini dell'abbazia di Cluny sviluppano la coltivazione sistematica della vite. Il Gamay Nero a Succo Bianco era già coltivato in Borgogna prima del 1395, anno in cui il duca Filippo il Temerario lo bandì dalla regione definendolo «cattiva e disleale pianta». Espulso dalla Borgogna, il Gamay trova terreno nelle colline granitiche del Beaujolais, dove si adatta perfettamente ai suoli acidi privi di calcare.
Il sistema di allevamento a gobelet — vite a ceppo basso senza sostegni con tre o quattro tralci corti — è la forma tradizionale dell'intera zona. Negli anni Settanta e Ottanta il fenomeno del Beaujolais Nouveau — vino giovane da macerazione carbonica da consumare entro il terzo giovedì di novembre — porta a un periodo di sovrapproduzione e standardizzazione che appiattisce la reputazione della zona per oltre un decennio.
Oggi
La reazione al periodo del Nouveau è arrivata con una riscoperta dei Cru come territori distinti: il Morgon con i suoi scisti in decomposizione, il Moulin-à-Vent con il manganese, il Fleurie con il granito rosa — le differenze geologiche tra i Cru sono diventate il punto di partenza per approcci produttivi distinti: macerazioni più lunghe nei suoli di scisto più ricchi di tannini, vendemmie più tarde nei graniti più freddi del nord. Questo processo ha spinto diversi produttori verso le parcelle più vecchie e le fermentazioni più lunghe, distaccandosi dalla macerazione carbonica integrale per abbracciare macerazioni classiche con lieviti indigeni.
Il gobelet ha avuto un ruolo cruciale in questa trasformazione: la forma di allevamento bassa e a ceppo libero è impossibile da meccanizzare, per cui chi mantiene il gobelet lavora già a mano e tende naturalmente verso pratiche meno interventiste. Il biologico e il biodinamico si sono diffusi soprattutto tra i produttori dei Cru settentrionali, dove le parcelle più piccole su granito rendono più gestibile la conversione. La pressione fungina sui suoli granitici acidi è mediamente meno intensa rispetto ai suoli argillosi e calcarei della pianura a est, agevolando la transizione senza trattamenti preventivi sistematici.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO BEAUJOLAIS, FRANCIA