Alsazia
I vigneti dell'Alsazia si arrampicano lungo la striscia pedemontana che corre parallela al Reno per circa 170 chilometri, dal confine tedesco a nord fino ai dintorni di Mulhouse a sud. A est si apre la pianura renana, piatta e boscosa; a ovest si alzano i Vosgi, la catena montagnosa che supera i 1.400 metri nel Ballon de Guebwiller e funge da barriera naturale contro i venti umidi atlantici. Le vigne si incastrano nella fascia pedemontana tra i 175 e i 400 metri, strette tra i boschi di querce e castani che salgono verso le creste e la pianura che scende verso il fiume.
Il profilo varia da nord a sud: nella parte settentrionale intorno a Barr e Andlau le colline sono più dolci e i versanti meno inclinati; scendendo verso Colmar e poi verso Guebwiller i pendii si fanno più ripidi e le esposizioni più nettamente a est e sud-est. Fiumi come il Fecht, il Weiss e il Lauch scendono dai Vosgi attraversando la zona viticola in direzione del Reno, tagliando vallate laterali dove il microclima varia sensibilmente rispetto alle colline adiacenti.
Geologia, suoli, clima
La varietà geologica dell'Alsazia è tra le più alte d'Europa viticola: le faglie che hanno separato la pianura renana dai Vosgi durante l'Oligocene hanno portato in superficie formazioni di età e composizione molto diverse, compresse in una striscia larga pochi chilometri. Il granito affiora nelle zone più settentrionali intorno ad Andlau e Barr, dove drena rapidamente e si riscalda velocemente al sole. Più a sud, intorno a Dambach-la-Ville e Mittelbergheim, compaiono gli scisti rossi di derivazione vulcanica che trattengono più calore. Le marne e i calcari giurassici si concentrano nella zona centrale tra Obernai e Colmar, dove il suolo diventa più pesante e profondo. Intorno a Guebwiller affiorano il granito porfirico e i calcari ooliti, mentre il loess — depositi eolici sottili e polverosi — copre i versanti più bassi di tutta la zona.
Il clima è semi-continentale, tra i più secchi di Francia: i Vosgi intercettano le perturbazioni atlantiche prima che raggiungano la zona viticola, così che Colmar registra meno di 500 mm annui di pioggia. Le estati sono calde e asciutte, gli autunni prolungati e soleggiati. Le escursioni termiche tra giorno e notte in settembre e ottobre superano spesso i 15-18 gradi, allungando il periodo utile prima della vendemmia.
Storia
Tracce di viticoltura in Alsazia risalgono all'epoca romana, ma è nel Medioevo che la zona assume un'importanza commerciale enorme. Tra il IX e il XV secolo l'Alsazia esporta vino lungo il Reno verso i Paesi Bassi e il nord Europa, con le città renane e i monasteri che fungono da intermediari per scambi su larga scala. Il Riesling si afferma come vitigno principale sui versanti meglio esposti a partire dal XV-XVI secolo, occupando le esposizioni a est e sud-est dove la maturazione è più completa. Il Gewurztraminer — già conosciuto come Traminer — si diffonde nelle zone centrali, mentre il Pinot Grigio si installa sulle posizioni più calde.
La storia politica ha segnato profondamente il territorio: tra il 1870 e il 1918 l'Alsazia fa parte dell'Impero tedesco, e di nuovo tra il 1940 e il 1945. Questi passaggi hanno influenzato le varietà coltivate, avvicinando la zona alla tradizione dei vini aromatici tedeschi, e il sistema delle denominazioni. Con il ritorno definitivo alla Francia nel 1945 nasce il sistema delle appellations, che porta nel 1975 all'Alsace Grand Cru e alla codificazione di 51 lieux-dits specifici.
Oggi
L'Alsazia conta una concentrazione significativa di aziende in regime biologico e biodinamico, con una tradizione che risale agli anni Settanta quando alcune famiglie di vignaioli scelgono di abbandonare i pesticidi di sintesi introdotti nel dopoguerra. La morfologia collinare ha favorito questa tendenza: i versanti ripidi rendono impossibile la meccanizzazione pesante, il lavoro si fa a mano tra i filari, e la viticoltura su parcelle spesso inferiori ai 2 ettari si adatta naturalmente a pratiche più attente al suolo.
L'inerbimento dei filari si è diffuso negli ultimi trent'anni come risposta al rischio di erosione sui pendii più inclinati, dove le piogge possono asportare rapidamente il suolo scoperto. Le erbe spontanee crescono tra le vigne, vengono sfalciate in estate e lasciate decomporre sul terreno, mentre i sovesci di leguminose coprono il suolo nei mesi invernali.
In cantina, il recupero delle fermentazioni con contatto sulle bucce per i bianchi — pratica praticamente abbandonata con l'industrializzazione degli anni Sessanta e Settanta — si è sviluppato a partire dagli anni Novanta in alcune aziende, soprattutto per il Pinot Grigio e il Gewurztraminer. L'utilizzo di lieviti indigeni e la riduzione dell'anidride solforosa sono diventati orientamenti condivisi da una parte crescente di produttori, senza che questo implichi un cambiamento generalizzato: la maggioranza delle aziende alsaziane lavora con metodi convenzionali o tradizionali.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO ALSAZIA
"<p>A <strong>Reichsfeld</strong>, ai piedi dei <strong>Vosgi</strong> alsaziani, <strong>Catherine Riss</strong> coltiva <strong>4 ettari</strong> in dieci parcelle a <strong>350-400 m slm</strong>. Suoli di <strong>arenaria</strong> e <strong>scisto blu</strong>, <strong>biologico</strong>. Élevage in barriques vecchie, nessuna chiarifica, nessun solfito aggiunto.</p>"
Haut-Rhin
Catherine Riss
"<p>A <strong>Orschwihr</strong>, Alsazia meridionale, <strong>Domaine Camille Braun</strong> coltiva <strong>15 ettari</strong> in <strong>biodinamica</strong> dal <strong>2005</strong>. Parcelle nel <strong>Grand Cru Pfingstberg</strong> (documentato dal <strong>1299</strong>). Terza generazione — <strong>Riesling</strong>, <strong>Gewurztraminer</strong>, <strong>Muscat</strong>. Viticoltura familiare, biologico certificato.</p>"
Haut-Rhin
Domaine Camille Braun