A Eschbach, nel Palatinato, Lena-Maria Julier — «Lelle» — produce vino dall'azienda di famiglia di 8 generazioni. Formazione con la cantina Heinrich in Burgenland. Riesling, Pinot Grigio, Gewürztraminer in macerazione.
Il Palatinato meridionale guarda verso l'Alsazia: la frontiera è vicina, il clima è tra i più caldi della Germania, le colline del Pfälzerwald proteggono i vigneti dai venti del nord. Südliche Weinstraße è la parte del Pfalz che guarda verso la Francia: il confine con l'Alsazia è vicino, il clima è tra i più caldi della Germania e le colline ai piedi del Pfälzerwald riparano i vigneti dai venti freddi del nord. Eschbach è un piccolo comune agricolo in questa zona, dove la famiglia Julier coltiva vigne da otto generazioni. Il Palatinato ha una tradizione viticola documentata fin dall'epoca romana, con un'ampiezza ampelografica che va dal Riesling ai Pinot, dal Gewürztraminer alle varietà internazionali. I suoli del Pfalz meridionale variano da argillosi-calcarei nelle pianure a arenarie e calcare nelle colline, con una diversità che si riflette nelle sfumature tra una parcella e l'altra. Il sole del Palatinato permette maturazioni complete anche per varietà aromatiche come il Gewürztraminer.
Lena-Maria Julier, che tutti chiamano Lelle, cresce nell'azienda di famiglia a Eschbach ma decide di completare la sua formazione altrove prima di tornare. Studia e lavora in Alto Adige, poi si trasferisce in Burgenland, dove lavora per la cantina Heinrich — una delle realtà biologiche di riferimento della regione. Le esperienze fuori dal Palatinato la portano a contatto con approcci diversi dal convenzionale: biodinamica, macerazione sulle bucce, fermentazioni spontanee. Quando torna a Eschbach, avvia l'etichetta Lelle ihr Wein! (letteralmente «Lelle il suo vino!») per produrre in modo indipendente rispetto all'azienda di famiglia, con una prospettiva che i familiari non avevano sviluppato nelle generazioni precedenti.
Lelle lavora con i vitigni già presenti in azienda — principalmente Riesling, Pinot Grigio e Gewürztraminer — trattandoli con macerazione sulle bucce: i grappoli vengono pigiati e lasciati a contatto con le bucce per un periodo variabile prima della separazione, con fermentazione spontanea. Le uve vengono vendemmiate leggermente in ritardo rispetto ai calendari convenzionali, cercando una maturazione più complessa. Il risultato sono vini che il mercato classifica come orange wine, con struttura tannica, complessità aromatica e potenziale di evoluzione in bottiglia. Nessun additivo, lieviti indigeni, imbottigliamento senza chiarifica. L'approccio di Lelle porta dentro una cantina di otto generazioni un linguaggio nuovo, quello del vino naturale. I vini risultanti, classificati come orange wine, sviluppano struttura tannica e complessità aromatica che portano dentro una cantina di otto generazioni un linguaggio completamente nuovo.
"<p>Il <strong>Palatinato</strong> — <em>Pfalz</em> in tedesco — è la seconda regione viticola della Germania per superficie, con quasi <strong>23.000 ettari</strong> che si estendono da nord di <strong>Bad Dürkheim</strong> fino al confine con l'Alsazia, lungo il piede orientale della <strong>Foresta del Palatinato</strong>. A occidente il bosco di querce e pini forma una barriera naturale che trattiene le precipitazioni atlantiche; a oriente si apre la pianura del <strong>Reno</strong>, calda e soleggiata, dove il clima è tra i più miti della Germania settentrionale. I vigneti occupano la fascia pedemontana — tra i <strong>100 e i 350 metri</strong> — con i versanti esposti a est e sud-est che guardano verso la pianura renana.<br><br>Il comprensorio si divide in tre sezioni. Il <strong>Mittelhaardt</strong> — il cuore storico intorno a <strong>Forst, Deidesheim e Wachenheim</strong> — produce i Riesling di riferimento della zona, su suoli con intrusioni di basalto nero che il sole trasforma in serbatoi di calore. A nord il <strong>Nordliche Weinstrasse</strong> porta verso la viticoltura di massa; a sud la <strong>Südliche Weinstrasse</strong> si distende su paesaggio più variegato dove il <strong>Pinot Nero</strong> — <em>Spätburgunder</em> — ha trovato terreni adatti.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>La geologia del Palatinato è la più varia tra le grandi regioni viticole della Germania. A <strong>Forst</strong> una colata di <strong>basalto vulcanico</strong> — unica nel panorama renano — affiora in nero tra suoli altrimenti calcareo-argillosi, creando un microclima termico che rende questo vigneto eccezionalmente caldo rispetto alla media. Nei comuni vicini il substrato passa a <strong>arenarie e conglomerati</strong>, poi a <strong>argille loessiche</strong> nella zona pianeggiante verso il Reno. La <strong>Südliche Weinstrasse</strong> alterna calcari, marne e suoli sabbiosi su un paesaggio più dolce e irregolare.<br><br>Il clima è il più caldo della Germania vinicola tradizionale, con temperature medie estive che permettono la coltivazione di varietà altrimenti impossibili a queste latitudini. La <strong>Foresta del Palatinato</strong> a ovest intercetta le perturbazioni atlantiche; a est la pianura renana porta calore nelle giornate anticiclonali. Le precipitazioni scendono sotto i <strong>600 mm annui</strong> nelle zone più protette, creando condizioni di quasi-siccità estiva che riducono la pressione fungina e rendono le stagioni spesso regolari.</p><h3>Storia</h3><p>I <strong>Romani</strong> fondano lungo il Reno le prime città renane — <strong>Speyer e Worms</strong> sono le più vicine al Palatinato — e la viticoltura accompagna la colonizzazione dal <strong>I-II secolo d.C.</strong>. Nel Medioevo le diocesi di Speyer e Worms, poi l'Arcivescovato di <strong>Mainz</strong>, controllano le terre migliori; i vigneti di Forst e Deidesheim appartengono per secoli a famiglie aristocratiche ecclesiastiche che tramandano la tradizione del Riesling su questi suoli.<br><br>Nel <strong>XIX secolo</strong> i grandi vigneti del Mittelhaardt — come l'<strong>Ungeheuer</strong> e il <strong>Kirchenstück</strong> di Forst — erano quotati a prezzi elevati nei mercati europei, ricercati per la struttura del Riesling che i suoli di basalto e calcare di questa zona sapevano produrre. Il Novecento porta la meccanizzazione e la standardizzazione, con il crollo della reputazione nelle decadi centrali del secolo e la riscoperta della qualità a partire dagli anni Settanta-Ottanta.</p><h3>Oggi</h3><p>Il Palatinato meridionale — la <strong>Südliche Weinstrasse</strong> — è diventato uno dei territori tedeschi più vivaci per la viticoltura biologica e naturale, in parte perché i prezzi della terra sono più accessibili rispetto al Mittelhaardt storico e in parte perché il clima mite consente di lavorare una gamma più ampia di varietà. Il <strong>Pinot Nero</strong> ha trovato qui interpreti capaci, su suoli misti calcareo-sabbiosi che ne producono versioni più leggere rispetto alla Borgogna.<br><br>Il <strong>biologico</strong> si è diffuso su entrambe le sezioni, facilitato dal clima secco dell'estate — le settimane asciutte di luglio e agosto riducono drasticamente la pressione di peronospora e oidio — e dalla copertura della foresta a ovest che intercetta le piogge più intense. Gli impianti storici del Mittelhaardt conservano <strong>vecchie selezioni massali</strong> di Riesling che si stanno recuperando progressivamente: il ritorno al materiale pre-clonale porta strutture più sottili e mineralità più diretta rispetto ai cloni produttivi diffusi nel dopoguerra.<br><br>Il <strong>Gewürztraminer</strong>, il <strong>Muskateller</strong> e varietà aromatiche che il clima caldo del Palatinato riesce a far maturare completamente si affiancano al Riesling, con produzioni in secco che evitano il residuo zuccherino dominante in passato. La tendenza ai <strong>vini secchi</strong> — <em>trocken</em> — si è consolidata negli ultimi vent'anni, con l'acidità naturale del Riesling su basalto e calcare che bilancia la struttura senza bisogno di zuccheri residui.</p>"