Nel Penedès catalano, Amós Bañeres e Alex Ruiz uniscono filosofia naturale e vigneti storici. Circa 10 ettari su calcare fossilifero. Certificazione biologica. Xarello e varietà locali. Fondato nel 2014.
Il calcare del Penedès è diverso da molti altri. Nelle parcelle di Els Vinyerons, vicino a Sant Martí Sarroca, poco a nordovest di Vilafranca del Penedès, il terreno cela strati di ostriche fossilizzate: sedimenti marini depositati quando questa zona della Catalogna era ancora sommersa dall'oceano. Circa 10 ettari si distribuiscono su versanti con esposizione a est, a un'altitudine intorno ai 250 metri, dove le escursioni termiche rallentano la maturazione rispetto alle zone costiere. Il clima è mediterraneo ma temperato dall'altitudine: estati secche, vento da levante che asciuga l'umidità. Il Penedès ha una storia viticola lunga, documentata fin dall'epoca fenicia, e il suo calcare fossilifero è una delle chiavi che spiegano la mineralità delle uve locali, in particolare dello Xarello, vitigno bianco autoctono della Catalogna da sempre coltivato su questi suoli.
Amós Bañeres era farmacista. Nel 2011 lascia la professione e inizia a produrre vino con il proprio nome, lavorando in modo biodinamico sui suoi vigneti. Qualche anno dopo conosce Alex Ruiz, erede di una famiglia di viticoltori la cui cantina ha festeggiato il centenario nel 2020. Alex ha sempre lavorato la Cava seguendo i metodi di famiglia, ma l'incontro con Amós porta una prospettiva diversa. I due decidono di avviare un progetto comune: Els Vinyerons nasce come collaborazione tra la filosofia naturale di Amós e i vigneti storici di Alex. Il nome, in catalano, significa semplicemente «i vignaioli», un'idea di lavoro collettivo e di territorio condiviso. Amós mantiene la propria etichetta separata con gestione biodinamica; Els Vinyerons adotta la certificazione biologica. L'obiettivo dichiarato è produrre vini naturali accessibili che introducano i consumatori alle varietà autoctone del Penedès.
I vigneti sono allevati su filo, con viti impiantate tra il 1968 e il 1998. Tra i vitigni coltivati prevale lo Xarello, con piccole superfici a Tempranillo e Grenache. La resa media si mantiene contenuta, intorno ai 30 ettolitri per ettaro. Le uve si raccolgono a mano. Amós porta in cantina le uve integre, senza interventi preliminari. Le fermentazioni partono spontaneamente con i lieviti indigeni: nessun lievito selezionato, nessuna correzione, nessuna aggiunta di alcun tipo. I vini non vengono né filtrati né chiarificati. I solfiti non vengono aggiunti in nessuna fase della lavorazione. Il risultato segue l'andamento stagionale, con differenze tra un'annata e l'altra che Amós e Alex accettano come parte del progetto. Il risultato segue l'andamento stagionale, con differenze tra un'annata e l'altra che Amós e Alex accettano come parte integrante del progetto. Varietà autoctone della Catalogna in formato naturale: questo è l'obiettivo di Els Vinyerons.
"<p>Il <strong>Penedès</strong> si distende tra <strong>Barcellona</strong> e <strong>Tarragona</strong> nelle pianure e nelle colline della <strong>Catalogna</strong>, a cavallo tra la costa mediterranea e l'entroterra calcareo dove il terreno sale verso le <strong>Serralades Priorals</strong>. Il comprensorio si divide in tre fasce altitudinali distinte: il <strong>Baix Penedès</strong> — la zona costiera bassa tra i <strong>50 e i 250 metri</strong> — è la più calda; il <strong>Penedès Mitja</strong> — le colline centrali intorno a <strong>Vilafranca del Penedès</strong> — sale fino a <strong>500 metri</strong>; l'<strong>Alt Penedès</strong> porta le vigne fino a <strong>800 metri</strong> di quota, dove il clima si fa più fresco e le maturazioni più lente. Tra questi tre piani si estendono i vigneti di una zona che è la principale area coltivata della Catalogna viticola.<br><br>La vicinanza a Barcellona — distante meno di <strong>50 chilometri</strong> da Vilafranca — ha segnato il destino commerciale del Penedès: mercato urbano enorme, industria spumantistica che parte da qui, export consolidato. La <strong>Strada del Vino</strong> e le cantine storiche dell'area hanno costruito un'industria del Cava che domina l'immagine esterna, mentre la viticoltura artigianale si sviluppa in parallelo su appezzamenti più piccoli.</p><h3>Geologia, suoli, clima</h3><p>Il substrato del Penedès è prevalentemente <strong>calcareo-argilloso</strong> nelle zone medie, con <strong>calcari compatti bianchi</strong> che affiorano sulle colline più esposte e <strong>argille rosse</strong> e pesanti nei fondovalle. L'<strong>Alt Penedès</strong> porta suoli più sabbiosi e meno profondi sulle sommità, dove l'erosione ha ridotto il profilo utile al minimo. Le zone costiere del Baix Penedès hanno depositi alluvionali più fertili e profondi, con sabbie e ghiaie vicino alle foci dei corsi d'acqua.<br><br>Il clima è <strong>mediterraneo</strong> con gradazioni: caldo e asciutto nella fascia costiera, fresco con escursioni termiche marcate nelle zone alte dell'Alt Penedès. I venti da ovest scendono dai <strong>Pirenei</strong> attraverso le valli interne e portano freschezza nelle notti estive; il <strong>garbi</strong> — vento caldo da sud-ovest — porta umidità dal Mediteran e aumenta il rischio di funghi in primavera. Le precipitazioni oscillano tra i <strong>400 e i 600 mm annui</strong>, con siccità estiva pronunciata nella fascia costiera.</p><h3>Storia</h3><p>Le colonie greche e poi la <strong>dominazione romana</strong> trovano la vite già presente nel Penedès: le anfore vinarie di produzione locale si distribuiscono lungo le rotte commerciali mediterranee. Nel Medioevo le abbazie cistercensi — in particolare il monastero di <strong>Santes Creus</strong> — sviluppano la viticoltura sistematica nella zona. Con il <strong>XIX secolo</strong> la produzione si orienta verso la qualità delle varietà autoctone: il <strong>Xarel·lo, il Macabeo e la Parellada</strong> — la triade tradizionale del Penedès — vengono usati per le prime spumantizzazioni ispirate al Metodo Champenois.<br><br>La nascita ufficiale del <strong>Cava</strong> come prodotto strutturato avviene nella seconda metà dell'Ottocento, con le prime cantine di San Sadurní d'Anoia che sviluppano il metodo di fermentazione in bottiglia. Il Novecento porta l'industrializzazione del Cava, che diventa uno dei vini spumanti più esportati al mondo per volume, con il rischio di schiacciare l'identità artigianale sotto la produzione di massa.</p><h3>Oggi</h3><p>La tensione tra il Cava di massa e la viticoltura artigianale ha prodotto una scissione: il <strong>Corpinnat</strong> — consorzio di produttori fondato nel 2019 — ha abbandonato il marchio Cava per creare un'etichetta di qualità che impone requisiti più stringenti su biologico, artigianalità e provenienza delle uve. Il Penedès è diventato, per un paradosso della sua storia industriale, uno dei territori spagnoli dove il biologico è più diffuso in termini percentuali.<br><br>Il <strong>Xarel·lo</strong> — varietà autoctona verde-dorata con acidità naturale e struttura tannica sulle bucce — viene sempre più vinificato in purezza, sia come fermo sia con macerazione pellicolare, rivelando un profilo molto diverso dalla sua versione spumantizzata. Le vigne vecchie su calcare bianco producono uve con mineralità e tensione che reggono le macerazioni lunghe senza perdere freschezza.<br><br>Il <strong>Sumoll</strong> — varietà rossa autoctona quasi sparita per decenni — è in recupero su parcelle di alta quota dell'Alt Penedès, dove le notti fresche consentono maturazioni lente che ne riducono l'amaro e valorizzano la struttura. La <strong>Garnatxa</strong> rossa e bianca copre le zone più calde del Baix Penedès, con produzioni che si orientano sempre più verso la sfacciata della macerazione sulle bucce. L'<strong>Alt Penedès</strong> — con le quote più elevate — è diventata la zona di riferimento per i produttori che cercano freschezza naturale senza tecnologia correttiva.</p>"