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Valais, Svizzera

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Il ValleseValais in francese, Wallis in tedesco — è il più grande cantone viticolo della Svizzera, inciso nel cuore delle Alpi occidentali dalla valle del Rodano che lo percorre per oltre 100 chilometri da Briga verso il Lago Lemano. La specificità di questo territorio è la sua posizione tra due catene montuose tra le più alte d'Europa — le Alpi Bernesi a nord e le Alpi Pennine a sud — che creano un effetto foehn che trasforma il Vallese nel cantone più secco della Svizzera: alcune stazioni meteorologiche registrano meno di 500 mm annui di pioggia, meno di molte zone mediterranee. I vigneti sfruttano questo paradosso alpino su versanti che salgono fino a 1100 metri di quota, tra i più alti d'Europa viticola.

La morfologia delle vigne vallesane è spettacolare: terrazzamenti stretti su pareti inclinate a volte oltre i 50-60 gradi, con muretti a secco che ritmano il paesaggio dei versanti esposti a sud. La città di Sion — capoluogo del cantone — è il centro dell'attività vinicola, con i versanti delle colline di Salquenen, Vétroz e Conthey tra i più pregiati della zona.

Geologia, suoli, clima

La geologia del Vallese è straordinariamente varia perché il Rodano attraversa in sequenza formazioni rocciose di epoche diverse. A est, verso Briga, le rocce cristalline — gneiss, graniti, scisti micacei — delle radici alpine coprono i versanti; procedendo verso ovest appaiono i calcari mesozoici e le marne, con suoli più profondi e fertili. In mezzo a queste formazioni si inseriscono depositi glaciali — morene, argille glaciali — lasciati dal ritiro del ghiacciaio del Rodano dopo l'ultima glaciazione.

Il clima è il dato caratterizzante: la siccità alpina del Vallese ha portato storicamente all'irrigazione sistematica dei vigneti tramite i bisses — canali d'acqua irrigua medievali ancora parzialmente in uso. Le temperature estive sono calde, protette dai venti dalle pareti alpine; le notti fresche anche in luglio e agosto per l'altitudine garantiscono escursioni termiche di 15-20 gradi che preservano acidità e finezza nelle uve. Il föhn da sud porta ondate di calore secco che accelerano la maturazione nelle ultime settimane.

Storia

Il Vallese è vinicolo dall'era romana: i trovamenti di dolia e anfore sui siti di Sion e Martigny testimoniano la produzione già nel I-II secolo d.C. Nel Medioevo il vescovo di Sion controlla la maggior parte delle terre e dei vigneti del cantone; i monasteri benedettini e agostiniani gestiscono le parcelle migliori sui versanti meridionali. La tradizione dei bisses — i canali d'irrigazione che portano l'acqua dai ghiacciai ai vigneti attraverso i versanti — risale al XIII-XIV secolo e rappresenta una delle soluzioni tecniche più raffinate della viticoltura alpina premoderna.

Il XX secolo porta la crisi dell'uva da taglio e la standardizzazione; ma anche la riscoperta delle varietà indigene che stavano scomparendo. Negli anni Ottanta una campagna coordinata di recupero salva dal'estinzione il Cornalin, l'Humagne Rouge, la Petite Arvine e la Rèze, rimettendo in circolazione varietà che erano rimaste in pochi filari di contadini alpini.

Oggi

La Petite Arvine è diventata il vitigno bianco simbolo del Vallese: acidità elevatissima, struttura corporosa, profilo che mescola agrumi, note saline e mineralità calcarea in un bianco capace di invecchiare per decenni. Su suoli di gneiss e scisto micaceo la varietà esprime il meglio, con radici che scendono nelle fessure della roccia e estraggono minerali diretti. Il Cornalin — rosso autoctono a bacca nera — produce su quarzo e argille glaciali vini con profilo scuro e speziato, con tannini fini che sulle parcelle migliori reggono l'affinamento in legno grande.

Il biologico e il biodinamico si sono diffusi sui versanti vallesani soprattutto grazie alla siccità strutturale: la pressione fungina bassa per quasi tutto il ciclo vegetativo — con la piovisite concentrata in primavera — permette di ridurre drasticamente i trattamenti senza compromettere le uve. I terrazzamenti — che per definizione richiedono lavoro manuale — rendono la conversione al biologico organizzativamente già compatibile con chi lavora a mano.

Il recupero della Rèze — varietà bianca quasi estinta — ha prodotto uno dei casi di conservazione più emblematici: vecchie botti di Vin de Glacier conservate in Val d'Anniviers per decenni, con vino millésimé che si accumulava anno dopo anno nell'affinamento in quota, testimoniano una tradizione conservativa unica nella storia enologica alpina. Questa tradizione attira oggi produttori naturali che cercano nella Rèze vecchissima un profilo ossidativo controllato con character alpino irripetibile.

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