Lago di Bolsena, Lazio
Il Lago di Bolsena occupa una caldera vulcanica spenta, la più grande di questa tipologia in Italia: i suoi 115 km² di specchio d'acqua sono i resti di un'enorme esplosione avvenuta circa 300.000 anni fa che ha fatto collassare il sistema dei Monti Volsini, creando un bacino circolare circondato da colline di tufo e basalto. Il comprensorio viticolo si organizza attorno al lago — nelle colline che scendono verso le sponde — con Montefiascone, Bolsena, Gradoli e Capodimonte come centri principali. Il lago stesso funge da regolatore termico: la sua massa d'acqua raffredda l'estate e mitiga l'inverno, creando condizioni più moderate rispetto all'entroterra laziale.
La Via Cassia romana passava da Montefiascone, collegando Roma con il nord Italia, e il vino del Lago di Bolsena era già noto in epoca imperiale. Questa posizione lungo una grande arteria di comunicazione ha determinato lo sviluppo della viticoltura come attività commerciale fin dall'antichità.
Geologia, suoli, clima
La geologia è quella del vulcanismo laziale: tufo — roccia ignimbritica porosa e friabile — e basalto compongono il substrato, con diverse età e composizioni a seconda della localizzazione rispetto ai centri eruttivi. Il tufo è la roccia dominante sulle pendici più basse: morbido, facilmente erodibile, crea suoli leggeri e porosi che drenano rapidamente l'acqua ma trattengono bene i minerali vulcanici. Il basalto affiora nei versanti più ripidi, creando suoli più scuri e pesanti.
Il clima risente dell'influenza moderatrice del lago: le estati sono miti, con temperature massime che raramente superano i 35 gradi grazie all'umidità lacustre e alle brezze che salgono dall'acqua. Le nebbie mattutine frequenti nella tarda estate aggiungono un elemento di complessità climatica che influenza la maturazione delle uve nelle zone più vicine alle sponde.
Storia
Gli Etruschi — il popolo italico con la loro città principale di Volsinii (la moderna Bolsena) — producevano già vino sulle colline vulcaniche del lago, facendo parte del cuore della cultura vinicola etrusca dell'Italia centrale. Con Roma la produzione si struttura ulteriormente. La leggenda medievale del vino Est! Est!! Est!!! di Montefiascone racconta che nel 1111, il vescovo tedesco Johann Fugger mandò un servitore in anticipo per segnare con la parola 'Est' le taverne con ottimo vino; a Montefiascone il servitore lasciò la scritta tre volte, per indicare l'eccellenza.
Nel Novecento la zona sviluppa le cantine cooperative e il vino del Lago di Bolsena diventa un prodotto commerciale di massa, perdendo progressivamente la reputazione di qualità costruita nei secoli precedenti. La DOC Est! Est!! Est!!! di Montefiascone viene riconosciuta nel 1966, ma rimane a lungo una denominazione sottovalutata.
Oggi
La riscoperta del Lago di Bolsena come zona di viticoltura di qualità è avvenuta negli ultimi vent'anni, guidata da piccoli produttori che hanno recuperato vecchi vigneti su varietà locali. Il Procanico — nome locale del Trebbiano Toscano — e il Rossetto (Trebbiano Giallo) vengono oggi lavorati con fermentazioni più lunghe e meno chiarificazioni rispetto al passato industriale.
L'Aleatico — varietà rossa aromatica tipica di questo territorio, quasi scomparsa nel dopoguerra — sta recuperando terreno come vino dolce passito o come rosso leggero secco, con un profilo aromatico di rosa e frutti rossi insolito per i vini di questa latitudine. I suoli vulcanici di tufo e basalto trasferiscono mineralità diretta ai vini, con una sapidità che emerge particolarmente nei bianchi prodotti sulle sponde orientali.
Il biologico si è affermato tra i produttori più piccoli, agevolato dalla siccità estiva che riduce la pressione fungina e dalla morfologia collinare moderata. La biodiversità vulcanica del paesaggio — con le due isole del lago, Bisentina e Martana — contribuisce a rendere questo territorio uno dei più interessanti del Lazio settentrionale. Il lago stesso regola il microclima delle sponde: la massa d'acqua scalda l'aria in autunno allungando la stagione vegetativa, e d'estate raffredda le notti portando escursioni termiche più marcate rispetto all'entroterra laziale — condizioni che rallentano la maturazione dei bianchi e preservano l'acidità naturale fino alla vendemmia.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO LAGO DI BOLSENA, LAZIO