Galizia, Spagna
La Galizia occupa l'angolo nord-occidentale della penisola iberica, tra l'oceano Atlantico e il confine con il Portogallo, in una regione che per clima e paesaggio non assomiglia alla Spagna mediterranea. Foreste di castagni e querce coprono le colline, i fiumi scendono tra le rocce granitiche verso le rias — le lunghe insenature dove i corsi d'acqua incontrano il mare — e la pioggia è una presenza costante per gran parte dell'anno. Con precipitazioni che superano i 1500 mm annui sulla costa, è la regione più piovosa della Spagna.
I vigneti si adattano a questo paesaggio umido con le latadas o parrales — le pergole alte che portano l'uva a 1,5-2 metri dal suolo per favorire la circolazione dell'aria tra il fogliame e ridurre la pressione della peronospora. Questa architettura del vigneto su pilastri di granito è uno degli elementi più iconici del paesaggio viticolo galiziano.
Geologia, suoli, clima
Il granito domina la geologia della Galizia viticola. Affiora ovunque nelle sue diverse varianti, e la sua decomposizione crea un suolo sabbioso-scheletrico, acido e povero di argilla che drena rapidamente l'acqua piovana. Nelle zone più interne — come la Ribeira Sacra con le sue terrazze lungo il Sil e il Miño — gli scisti e le ardesie si sostituiscono al granito, dando suoli più caldi e sottili su versanti ripidissimi.
Il clima atlantico oceanico è il grande discriminante: umidità elevata, temperature moderate tutto l'anno, precipitazioni con picco autunnale. La siccità estiva che caratterizza il resto della Spagna non tocca la Galizia, dove luglio e agosto portano piogge regolari. Questa umidità obbliga i vignaioli a strategie preventive costanti contro le malattie fungine.
Storia
La viticoltura in Galizia è precedente alla romanizzazione: i popoli Castrexos — la cultura del Ferro che abitava questa zona in forme proto-celtiche — praticavano già agricoltura e viticoltura sulle sponde dei fiumi. I Romani strutturano la produzione vinicola lungo il percorso che diventerà la strada di pellegrinaggio per Santiago de Compostela. Il Cammino porta nel Medioevo milioni di pellegrini attraverso la Galizia, creando una domanda sostenuta di vino lungo il percorso.
La Galizia è rimasta una regione di viticoltura contadina per secoli: proprietà frammentate in minifundios spesso inferiori a un ettaro, gestite a part-time da famiglie che integravano il vino con altre colture. Questa frammentazione ha preservato la diversità genetica locale — includendo varietà come il Brancellao, il Caiño e il Merenzao — ma ha reso difficile la commercializzazione su scala. La Galizia ha più varietà autoctone censite che molte regioni spagnole messe insieme, e questo patrimonio sopravvive in gran parte grazie alle vigne miste dei minifundios — impianti promiscui dove varietà diverse crescono nello stesso appezzamento e vengono vendemmiate insieme, producendo blend complessi per definizione.
Oggi
Il successo internazionale dell'Albariño — varietà bianca con buccia spessa che resiste naturalmente all'umidità atlantica — ha trasformato le Rías Baixas da zona di consumo locale a denominazione conosciuta in tutto il mondo. La varietà viene allevata sulle pergole alte su pilastri di granito, con vendemmia in genere a settembre; la buccia spessa protegge l'uva dalle ultime piogge di stagione.
Le pratiche biologiche incontrano in Galizia sfide specifiche: la pressione fungina atlantica è tra le più alte d'Europa, e la conversione richiede una gestione della canopy molto attenta — le pergole alte facilitano l'arieggiamento, ma servono trattamenti con rame e zolfo calibrati nelle settimane più piovose di aprile e maggio. Le aziende che ci riescono si concentrano soprattutto sui versanti della Ribeira Sacra, dove le terrazze scistose sul Sil salgono fino a oltre 400 metri e l'altitudine riduce l'umidità e allunga la stagione, portando le uve — soprattutto il Mencía — a maturazione graduale con acidità preservata.
Il Godello — varietà bianca recuperata dalla quasi estinzione nella Valdeorras negli anni Ottanta — e il Treixadura — base dei bianchi del Ribeiro — affiancano l'Albariño come vitigni di riferimento della bianchistica galiziana. I rossi autoctoni come Brancellao, Caíño Tinto e Merenzao stanno ricevendo attenzione crescente per il profilo leggero e la freschezza acida — caratteristiche che sul granito galiziano il calore atlantico non esaurisce mai del tutto.
I PRODUTTORI DEL TERRITORIO GALIZIA, SPAGNA