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Costa dei Trabocchi, Italia

Costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi percorre quasi tutta la costa della provincia di Chieti, in Abruzzo, da Ortona fino a Vasto per circa 65 chilometri. Il nome deriva dai trabocchi — antiche macchine da pesca su palafitte costruite direttamente sulle rocce a pelo d'acqua — che punteggiano ancora oggi questo litorale in numero unico nel Mediterraneo. I trabocchi sono strutture di legno con lunghe braccia che reggono le reti, usate da pescatori che le abitavano durante le stagioni di pesca e le trasmettevano di generazione in generazione.

Il paesaggio è quello di un litorale aspro e boscoso, dove le colline calcaree scendono quasi direttamente sul mare senza pianura costiera. I vigneti si trovano su questi primi versanti collinari tra i 50 e i 300 metri, in un ambiente dove il mare è sempre presente: visibile dai filari, sentito con le sue brezze e il suo odore di sale che entra nei vigneti esposti a est.

Geologia, suoli, clima

La geologia è quella della fascia adriatica dell'Appennino centrale: calcari compatti e marne alternati danno versanti di buona permeabilità dove le radici scendono senza difficoltà. Più vicino alla costa, i depositi marini e le terrazze marine aggiungono componenti sabbiose. I suoli sono generalmente calcareo-argillosi, con la componente calcarea che aumenta verso il mare e l'argilla che domina nelle posizioni più arretrate.

Il clima è adriatico-mediterraneo: inverni miti e piovosi, estati calde con le brezze marine che moderano le temperature pomeridiane. Il maestrale da nord-ovest e la tramontana portano rinfrescate improvvise che abbassano le temperature, creando escursioni utili alla maturazione. Le precipitazioni si concentrano in autunno e primavera, lasciando l'estate quasi completamente asciutta — condizione che agevola la gestione biologica dei vigneti.

Storia

I Frentani — il popolo italico che abitava questa fascia costiera prima della conquista romana — praticavano già la coltivazione della vite su questi versanti. Con Roma la produzione si struttura e il vino della costa teatina — così chiamata dalla città di Teate, l'odierna Chieti — raggiunge i mercati adriatici. I trabocchi compaiono nelle fonti scritte nel XIV-XV secolo, già come strumento consolidato della cultura marinara locale; alcune fonti ne ipotizzano origini dalmate portate attraverso l'Adriatico.

Il Novecento porta la cooperazione vinicola e la produzione di massa: il Montepulciano d'Abruzzo viene prodotto in volumi enormi dalle cantine cooperative della zona costiera. Il Cerasuolo d'Abruzzo — il rosato strutturato ottenuto dal Montepulciano con breve macerazione — è storicamente la versione più bevuta dalle famiglie contadine della costa.

Oggi

Il Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi, istituito nel 2017, ha accelerato la valorizzazione turistica del territorio. Il vino ha seguito questo percorso, con produttori che usano la Costa dei Trabocchi come elemento di racconto oltre che come zona geografica.

Il Cerasuolo d'Abruzzo — il rosato strutturato ottenuto da Montepulciano con poche ore di macerazione — ha ritrovato attenzione con vendemmie più precoci per abbassare i gradi alcolici e preservare freschezza. Alcune cantine lo propongono con fermentazioni spontanee e senza chiarificazioni, portando in bottiglia la vivacità naturale dell'uva raccolta vicino al mare.

I bianchi locali stanno recuperando: la Cococciola — varietà quasi esclusiva della zona costiera teatina — è una delle varietà a più alta acidità dell'Abruzzo; la Passerina e la Falanghina completano il quadro delle varietà da recuperare. Il biologico avanza su una costa dove la siccità estiva e le brezze marine riducono la pressione fungina, rendendo la transizione relativamente accessibile.

Il Montepulciano d'Abruzzo sui versanti costieri della provincia di Chieti matura in condizioni diverse dall'interno appenninico: le brezze marine abbassano le temperature pomeridiane nelle settimane più calde, e la vicinanza al mare mantiene un'umidità relativa che preserva le bucce — più spesse rispetto ai vigneti di collina interna. Questo si traduce in tannini diversi, più morbidi al palato, e in colori meno cupi nonostante la struttura rimanga pronunciata.

Le terrazze marine della fascia costiera — depositi di sabbie e argille risalenti al Pleistocene — portano suoli con componente sabbiosa significativa che drena rapidamente e scalda presto in primavera, anticipando il germogliamento. I vigneti su queste terrazze mostrano maturazioni precoci rispetto all'entroterra, e i produttori biologici sfruttano questa anticipazione per vendemmiare con gradi alcolici più bassi senza sacrificare la struttura varietale del Montepulciano.

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