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Colli Perugini, Umbria, Italia
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Colli Perugini, Umbria, Italia

Colli Perugini, Umbria

Le colline che circondano Perugia si estendono in un sistema continuo di rilievi dolci, tra la valle del Tevere a ovest e nord e le prime pendici dell'Appennino umbro-marchigiano a est. Il comprensorio dei Colli Perugini si distribuisce su un arco che da Torgiano si allunga verso sud in direzione di Montefalco, occupando la fascia collinare tra i 150 e i 400 metri di quota. Il Tevere costruisce una pianura stretta e fertile ai piedi delle colline, mentre i versanti si alzano con pendenze moderate verso i pianori più alti.

L'Umbria è la sola regione italiana senza sbocco al mare, e questo isolamento ha favorito la conservazione di varietà locali poco conosciute fuori dai confini regionali. I Colli Perugini si collocano nel cuore di questa regione, a poca distanza dai grandi centri del vino umbro — Torgiano, Montefalco, Orvieto — con un carattere proprio legato all'incontro tra le tradizioni della vallata del Tevere e quelle dell'Appennino.

Geologia, suoli, clima

I suoli dei Colli Perugini sono principalmente argilloso-calcarei, con la componente argillosa che aumenta nelle zone più basse e la presenza di ciottoli e ghiaie nella parte alta dei versanti. Il calcare affiora in diversi punti, soprattutto nei pianori sommitali; nelle zone di fondovalle i depositi alluvionali del Tevere creano suoli più sabbiosi e permeabili. Le marne grigio-chiare tipiche dell'Appennino umbro sono presenti nei versanti interni, più vicini alla catena.

Il clima è continentale-mediterraneo, con estati calde e secche e inverni freddi. L'Umbria ha escursioni termiche stagionali marcate rispetto all'Italia costiera, con mattine fresche fino ad agosto e autunni che si prolungano spesso fino a novembre senza gelate. Le precipitazioni si concentrano in primavera e autunno, con un'estate quasi completamente secca che obbliga la vite ad adattarsi allo stress idrico naturale.

Storia

La viticoltura nei Colli Perugini ha radici etrusche e romane documentate: Perugia era una delle città-stato etrusche più importanti dell'Umbria, e la coltivazione della vite era già praticata sulle colline circostanti prima della romanizzazione. I Romani continuano e ampliano la produzione, e il vino perugino compare nelle fonti latine dell'età imperiale. Nel Medioevo l'organizzazione ecclesiastica — con conventi e abbazie diffuse su tutta la zona collinare — mantiene e trasmette le pratiche viticole.

Con lo Stato Pontificio e il lungo periodo di governo ecclesiastico, la viticoltura perugina rimane conservativa e tradizionale. Solo nel Novecento la modernizzazione commerciale e le cantine cooperative portano cambiamenti significativi alla struttura produttiva. La DOC Colli Perugini nasce nel 1981, relativamente tardi rispetto ad altre denominazioni umbre.

Oggi

Il Grechetto è il vitigno che ha definito l'identità bianca dei Colli Perugini come dell'Umbria intera. Varietà di origini antiche, il Grechetto produce bianchi di struttura interessante, con acidità buona e una caratteristica sapidità minerale che gli viene dall'argilla e dal calcare dei suoli umbrí. Diversi produttori lo fermentano senza interventi correttivi significativi, mantenendo la complessità che la varietà accumula durante la maturazione lenta.

Il Sangiovese resta il rosso principale della zona, con interpretazioni che vanno dal vino quotidiano agli stili più strutturati da vigneti vecchi in posizioni favorevoli. L'interesse per le pratiche biologiche si è diffuso nell'ultimo ventennio, partendo da aziende familiari di piccole dimensioni che lavorano su appezzamenti di pochi ettari con uve raccolte a mano. Il clima umbro, con le sue estati secche, riduce la pressione fungina nella stagione critica, agevolando le conversioni senza stravolgere l'organizzazione del lavoro.

Il paesaggio intorno a Torgiano e Bettona — dove i versanti scendono verso il Tevere con esposizioni prevalentemente a est e a ovest — ha suoli profondi con buona ritenzione idrica che la vite sfrutta nelle settimane più asciutte. La varietà Sagrantino, che nei Monti Martani non lontani da qui ha il suo epicentro, non è il rosso principale dei Colli Perugini, dove il Sangiovese mantiene il predominio storico — ma diversi produttori lo coltivano in piccole parcelle come vitigno complementare, aggiungendo struttura tannica nei blend. La viticoltura dei Colli Perugini è rimasta più vicina alla tradizione mezzadrile rispetto ad altre zone umbre, con appezzamenti spesso frammentati e diverse varietà che convivono nello stesso vigneto.

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