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Cerdagne, Francia

Cerdagne

La Cerdagne — in catalano Cerdanya — è un altopiano d'alta montagna nei Pirenei orientali, divisa dal Trattato dei Pirenei del 1659 tra Francia e Spagna: la parte francese appartiene al dipartimento dei Pyrénées-Orientales, la parte spagnola alla Catalogna. Il territorio forma un'ampia conca pianeggiante aperta a sud a oltre 1000-1200 metri di quota, circondata da picchi che superano i 2000 metri. Il Têt — il fiume che scorre verso Perpignan — nasce qui, alimentato dai nevai della sierra circostante.

L'isolamento geografico e l'altitudine hanno reso la Cerdagne storicamente un'area agropastorale piuttosto che viticola: la viticoltura a queste quote è al limite fisiologico della vite, e la tradizione vinicola è marginale rispetto all'élevage e alla pastorizia transumante. L'eccezionale soleggiamento — la zona è una delle più soleggiate della Francia — ha però permesso la coltivazione della vite in nicchie di versante favorevoli.

Geologia, suoli, clima

La geologia della Cerdagne riflette la complessità della collisione pirenaica: nelle zone alte affiora il granito e lo scisto del basamento pre-cambriano e paleozoico, mentre nel fondovalle i depositi alluvionali e morenici quaternari formano suoli sabbiosi e ghiaiosi. I terrazzi fluviali del Têt offrono suoli ben drenati a composizione mista, con ghiaie granitiche e argille di trasporto. Nei versanti meridionali il suolo si fa sottile e scheletrico con forte componente granitica e argille di alterazione.

Il clima è continentale-alpino con una quantità di sole eccezionale: riparata dalle perturbazioni atlantiche a nord e ovest, la Cerdagne concentra oltre 300 giorni di sole all'anno. Gli inverni sono rigidi e nevosi, le estati calde nelle ore centrali ma con notti che scendono sotto i 10-12 gradi anche in luglio. Le escursioni termiche superano spesso i 20 gradi tra giorno e notte, e la maturazione è lenta ma completa nelle annate soleggiate.

Storia

La Cerdagne ha una storia lunga come territorio politico catalano: il suo nome deriva dalla contea medievale di Cerdanya, che passò tra il regno d'Aragona e la Catalogna prima di essere divisa nel 1659 dal Trattato dei Pirenei. Con questo accordo Luigi XIV ottiene il Roussillon e la parte alta della Cerdagna, tracciando un confine che ancora oggi attraversa i campi. La viticoltura ha accompagnato la vita agricola in modo secondario rispetto ai cereali e all'allevamento, con coltivazioni di vite nei versanti più riparati.

L'abbandono è avvenuto progressivamente nell'Ottocento e nel Novecento: le difficoltà a quote così alte, la competizione con le zone di pianura, la fillossera e le due guerre mondiali hanno ridotto la vite a una presenza quasi simbolica. Il confine internazionale che divide il territorio ha ulteriormente frammentato le possibili economie di scala.

Oggi

La riscoperta della viticoltura d'alta quota in Cerdagne è un fenomeno degli ultimi vent'anni, guidato da una piccola generazione di produttori che ha visto nelle condizioni estreme una risorsa. I vini a 1000-1200 metri hanno profili radicalmente diversi dai vini di pianura: acidità più alta, maturazioni più lente, aromi più nitidi per l'esposizione intensa ai raggi UV.

Le varietà che si adattano meglio sono quelle autoctone del Roussillon — Grenache Noir, Grenache Blanc, Grenache Gris — che tollerano le escursioni termiche e le notti fresche. L'assenza di una denominazione specifica fa sì che i vini escano come Vins de France o come IGP Pays Catalan, lasciando piena libertà sulla scelta delle varietà. Il biologico è la norma in questo contesto: l'irraggiamento intenso e le escursioni termiche riducono la pressione fungina in modo naturale, rendendo i trattamenti preventivi sistematici superflui.

Il Grenache Noir ad alta quota esprime un profilo diverso rispetto alle versioni di pianura del Roussillon: la maturazione lenta nelle notti fresche produce bacche con buccia più spessa ma concentrazione più sottile, dove la speziatura si miscela con note di frutti selvatici che l'irraggiamento UV intenso sviluppa. Le vinificazioni più interessanti vanno verso macerazioni di media durata in contenitori neutri, cercando la definizione del frutto senza la potenza estrattiva tipica del Grenache planiziale.

La frammentazione fondiaria dell'altopiano — con appezzamenti spesso inferiori al mezzo ettaro, frutto delle divisioni ereditarie nel corso dei secoli — rende la coltivazione economicamente fragile ma seleziona chi rimane per un legame genuino con il territorio più che per una logica industriale.

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