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Enoliti Botanici

A Scicli, nel Ragusano, Lorenza Barletta, Pietro Russino e Giuseppe Fiorilla producono enoliti botanici dal marzo 2022. Vini aromatizzati con macerazione a freddo di piante officinali biologiche. Base di vini naturali siciliani, niente alcol aggiunto, niente zucchero. Ricette da antichi formulari erboristici.

Nella Sicilia sud-orientale, dove la costa mediterranea del Ragusano guarda verso l'Africa, tre persone lavorano insieme dal marzo 2022 alla produzione di enoliti botanici. Lorenza Barletta, Pietro Russino e Giuseppe Fiorilla operano a Scicli, comune barocco della provincia di Ragusa, dove hanno allestito un laboratorio erboristico artigianale. Non coltivano vigne: acquistano vini da piccoli produttori siciliani, principalmente dalla cooperativa Valdibella a Camporeale, dall'azienda Viteadovest a Marsala gestita da Vincenzo Angileri e da Salvatore Marino della Cantina Elorina tra Pachino e Noto. Selezionano vini provenienti da realtà artigianali che lavorano senza solfiti aggiunti o con minime dosi. La produzione avviene in piccoli lotti su richiesta.

Il progetto nasce dall'incontro tra competenze diverse: Lorenza è erborista, porta la conoscenza delle piante officinali. Pietro e Giuseppe provengono dal mondo della ristorazione e dei vini naturali, contribuiscono con l'esperienza enologica nella scelta dei vini base. Gli enoliti sono vini aromatizzati con piante officinali, tradizione documentata già nell'antica Grecia dove il vino veniva utilizzato come solvente per macerare le erbe. Nell'area mediterranea questa pratica si è mantenuta nei secoli: in Sicilia era comune aromatizzare il vino con artemisie fresche, nelle regioni del nord Italia come il Piemonte gli enoliti rappresentano i precursori dei moderni vermut. Le ricette utilizzate derivano da antichi formulari erboristici e combinano botaniche specifiche secondo tradizioni mediterranee documentate da secoli. Ogni etichetta è dedicata a una figura femminile legata alla tradizione erboristica o culturale: Nyx richiama la dea greca della notte, Santa Ildegarda la monaca e patrona degli erboristi, Berbere le donne berbere e le loro spezie.

La lavorazione è completamente manuale. Le piante officinali utilizzate sono tutte biologiche, taglio tisana, essiccate a forno statico. Lorenza, Pietro e Giuseppe tagliano ed essiccano parte delle botaniche direttamente nel laboratorio. Il metodo si basa sulla macerazione a freddo: le piante vengono immerse nei vini base e lasciate macerare senza aggiungere alcol puro, zucchero o altri coadiuvanti. Ogni ricetta prevede combinazioni specifiche. Tra le botaniche utilizzate fiori di lavanda, zagara, camomilla, ma anche radice di rabarbaro, corteccia di china, anice stellato, scorze di agrumi, spezie come cannella, chiodi di garofano, zenzero, liquirizia, rosmarino. Ogni giorno effettuano follature e assaggi per controllare l'estrazione. Il processo richiede tempi variabili a seconda delle botaniche e del risultato cercato. L'imbottigliamento avviene manualmente, senza chiarifica e senza filtrazione.

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